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A Lugano confronto mondiale sui linfomi maligni

Da mercoledì 15 a sabato 18 giugno al Palazzo dei Congressi oltre 3000 persone tra oncologi medici, ricercatori, docenti universitari, rappresentanti di gruppi farmaceutici si confronteranno sulle cure di una malattia che rappresenta il 10% di tutti i tumori

Saranno oltre 3mila i partecipanti alla Conferenza Internazionale sui Linfomi Maligni (ICML) che si aprirà mercoledì 15 giugno al Palazzo dei Congressi di Lugano. Fino a sabato 18 giugno oncologi medici, ricercatori, docenti universitari e rappresentanti di gruppi farmaceutici si confronteranno sulle cure di una malattia che rappresenta il 10% di tutti i tumori.

Il congresso di Lugano, giunto alla undicesima edizione, è diventato il più importante al mondo nel suo settore e ha contribuito, grazie allo scambio di informazione, a migliorare nettamente le possibilità di guarigione dai tumori che colpiscono il sistema linfatico.

Se i linfomi sono ovunque in aumento nel mondo, infatti, sono sempre più numerose anche le chances di guarigione: per la famiglia dei tumori “Hodgkin” le possibilità sono passate dal 90% di tre anni fa a quasi il 100% grazie a nuovi farmaci abbinati ai trattamenti classici di chemioterapia, come il SGN35, un anticorpo legato a sostanze citotossiche, di cui si parlerà durante la Conferenza. Significativi progressi anche per la remissione dei linfomi non Hodgkin, che sono in maggior numero rispetto agli altri. Ma il traguardo, spiegano gli esperti, rimane ancora lontano.

Il Congresso Icml 2011 presenta alcune novità sul piano metodologico. Le sessioni non si terranno più secondo il tipo di linfoma (follicolare, mantellare, a grandi cellule…) ma considerando le caratteristiche molecolari e biochimiche dei vari tipi di tumore. "In tal modo – spiegano gli organizzatori – la discussione potrà meglio concentrarsi sulle “terapie intelligenti”, destinate a colpire solo le cellule malate".
Grande attenzione sarà riservata durante i lavori anche per la PET-TC, la tomografia ad emissione di positroni associata alla TAC: gli specialisti cercheranno, a Lugano, di definire i reali vantaggi di questa macchina che nell’ambito della medicina nucleare ha rivoluzionato la diagnosi e la terapia in vari campi, tra i quali i linfomi maligni.

Il congresso sui linfomi, proprio per la sua importanza, attira ad ogni edizione sempre più medici, specialisti e ricercatori, e per far fronte alle difficoltà logistiche dell’evento, è stato creato un auditorium virtuale con 3 mila posti: i partecipanti potranno seguire le sessioni scientifiche al Palazzo dei Congressi, anche dall’Aula Magna e dall’Auditorium della sede dell’Università della Svizzera italiana di Lugano, e del Cinema Cittadella, luoghi che saranno collegati fra loro con una sofisticata struttura multimediale.
E’ stata anche montata una grande tensostruttura nel Parco Ciani, accanto al Palazzo dei Congressi, dove saranno esposti i poster scientifici (circa 200) e i congressisti potranno consumare i pranzi e le pause caffè tra una sessione scientifica e l’altra.

Il professor Franco Cavalli, presidente ICMLL’edizione della Conferenza Internazionale sui Linfomi Maligni  in programma dal 15 al 18 giugno, sarà l’ultima ad essere organizzata ogni tre anni. Il ritmo più sostenuto assunto dalla ricerca nel decennio che sta terminando e la cronica mancanza di sistemazione alberghiera per un così alto numero di congressisti, ha indotto gli organizzatori a trovare due tipi diversi di soluzione: il limite di 3000 iscrizioni e una frequenza ogni due anni. La prossima conferenza si svolgerà perciò nel 2013.

L’organizzazione del simposio, il più grande nel Canton Ticino per numero di partecipanti, è affidata ad un piccolo team che lavora tutto l’anno, con la conduzione dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI), la divisione che si occupa dell’oncologia all’interno dell’Ente ospedaliero Cantonale (EOC). La Conferenza è presieduta dal prof. Franco Cavalli, (nella foto), direttore dello IOSI, che la fondò nel 1981. Il comitato organizzatore è condotto dal prof. Michele Ghielmini, primario di oncologia medica dello IOSI.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 giugno 2011
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