“Regione e Ticino affrontino i disagi dei frontalieri”
Lo ha detto il consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri: «Analizzare fenomeni come il prolungamento a stipendio fisso dell'orario o del pagamento in euro degli stipendi»
«Occorre intavolare una seria discussione per arrivare ad una maggiore tutela nei confronti dei lavoratori frontalieri: il tavolo tecnico-politico permanente, promosso in occasione dell’incontro tra gli Uffici di Presidenza del Parlamento del Canton Ticino e di Regione Lombardia deve pronunciarsi su fenomeni come il prolungamento a stipendio fisso dell’orario di lavoro o il pagamento in euro degli stipendi ai frontalieri che, adottati da alcune realtà economiche del Cantone, finiscono per provocare disagi non solo ai lavoratori italiani ma rischiano di accrescere i fenomeni di quel “dumping salariale” nei confronti dei ticinesi del quale, a torto, alcune forze politiche elvetiche incolpano esclusivamente gli stessi frontalieri». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale, ribadisce l’importanza di dar seguito celermente a quanto deciso qualche settimana fa a Bellinzona tra i vertici cantonali e regionali affinché le questioni ed i problemi che riguardano il confine tra Lombardia e Canton Ticino non passino in secondo piano. «Le ultime decisioni prese dal Governo italiano sul fatto di non riaprire i negoziati in campo fiscale con la Svizzera, interrotti da quasi due anni, potrebbero inasprire ulteriormente le condizioni di lavoro dei frontalieri oggetto da oltre un anno di campagne aggressive e diffamatorie – sottolinea Gaffuri -. Per questo occorre che i rappresentanti dei due enti si incontrino al più presto per discutere di tematiche strettamente correlate con il mercato del lavoro e che portino ad un chiaro pronunciamento contro ogni forma di lavoro gratuito e del pagamento in euro dei frontalieri, fatti che contribuiscono a creare una distorsione ulteriore nel mercato del lavoro con danni evidenti anche per i lavoratori svizzeri».
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