La precarietà è anche una questione di coscienza

"Per legge superiore" (Sellerio editore Palermo) il nuovo romanzo di Giorgio Fontana è «una crepa» nelle nostre certezze quotidiane

Roberto Doni è sostituto procuratore generale e lavora presso il Palazzo di Giustizia di Milano. È un liberale di destra. Ha sessantacinque anni, una grande casa, una bella moglie, una figlia che ha scelto di fare la ricercatrice negli Usa. La sua vita ordinata scorre sicura e felice. È in attesa di una promozione che possa consentirgli di chiudere la carriera in provincia.
In questa ordinaria e rassicurante esistenza irrompe ad un certo punto la vita reale. Una giovane e precaria giornalista è convinta che un marocchino condannato in primo grado per tentato omicidio sia in realtà innocente. Non ha prove nuove e certe, ma informazioni che aprono delle crepe nelle certezze della pubblica accusa. E questo in un momento della vita del magistrato (in un momento cruciale della storia italiana qual è il tempo presente) in cui piccole crepe avevano già cominciato a manifestarsi. Come quelle che attraversano lo stesso Palazzo di Giustizia, «una zona dove le regole erano incerte». Come i chiodi ad espansione (immagine che apre e chiude il romanzo) usati per fissare le lastre di marmo del Palazzo di Giustizia, che hanno iniziato a smuoversi e a cedere dopo i lavori di sopraelevazione. Crepe che si erano già affacciate nella sua coscienza, proiettando un’ombra di inquietudine nella calma apparente della sua vita. Con un’immagine molto pirandelliana, Doni si vede per un momento riflesso in una vetrina, quasi con la coda dell’occhio, «e finalmente sentì qualcosa spezzarsi. Sono io? Sono davvero io questo?»
Insomma, alla fine dovrà decidersi se seguire la propria coscienza, assecondando l’alto ideale della Giustizia che ha sempre coltivato, oppure rimettere in discussione tutto ed imprimere una svolta inedita ad una vita che sta consumandosi entro un alveo stabile e sicuro.
Lo stile asciutto, la sintassi breve, la misura contenuta dei capitoli, danno alla lettura un respiro calmo ed un ritmo andante-moderato. Bellissime le descrizioni di Milano: le vie del centro, le corse in metropolitana, via Padova, gli spazi metafisici del Palazzo di Giustizia. Ma soprattutto il romanzo restituisce con grande efficacia il tempo che stiamo vivendo, la precarietà che attraversa vite e coscienze; la frattura sociale che allontana vecchi e giovani, ricchi e poveri; il dilemma psicologico e morale tra l’agire e il «non agire» e vivere apparentemente «felici».

Giorgio Fontana
Per legge superiore
Palermo, Sellerio, 2011

 

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Pubblicato il 14 Novembre 2011
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