I bond del Varesotto rendono più dei Btp

Siglato un accordo tra Univa e Ubi -Banca popolare di Bergamo per l'emissione e il collocamento di obbligazioni per dieci milioni di euro. Serviranno a finanziare le imprese del territorio a un tasso agevolato. In un solo giorno già sottoscritti un milione e mezzo di bond al 3,50 % di interesse lordo

«Questi sono soldi reali». Una frase ripetuta più volte dal presidente di Univa, Giovanni Brugnoli, e dal direttore generale di Ubi-Banca popolare di Bergamo, Giuseppe Masnaga. Non capita, infatti, tutti i giorni, in un periodo così gramo per l’accesso al credito, di avere dieci milioni di euro sotto forma di prestito obbligazionario (bond di distretto) da destinare al finanziamento – naturalmente a un tasso agevolato – delle imprese associate ad Univa.
I bond saranno emessi e collocati sul mercato dall’istituto di credito bergamasco a partire dal 15 marzo: avranno durata di 36 mesi e renderanno ai risparmiatori che li sottoscriverano un interesse del 3,50% lordo con cedola semestrale. Un buon rendimento considerato che il classico Btp  è al 2,70% lordo. A rendere ancora più allettante l’offerta sono alcuni “bonus” concessi dalla banca, come l’apertura di un conto corrente e un dossier titoli gratuiti.

Il taglio minimo è di 5.000 euro con multipli di 1.000 euro. «Entro questa sera pensiamo di collocare almeno un milione e mezzo di euro» dice con tono soddisfatto Felice Castiglioni, direttore territoriale Varese sud di Ubi Banca- Popolare di Bergamo. C’è, dunque, grande ottimismo sul collocamento di queste obbligazioni, tanto che sia i vertici di Univa che quelli della banca hanno già pensato di alzare il plafond, ben oltre i dieci milioni di euro, con un secondo collocamento.
Un segnale importante per le imprese del Varesotto in un momento in cui gli affidamenti vengono ridotti drasticamente e agli imprenditori vengono imposti bruschi rientri. «Il nostro territorio – dice Brugnoli- crede nel sistema manifatturiero e questo è un segno di fiducia perché con i bond di distretto si mettono risorse a disposizione delle nostre imprese, in presenza di una difficoltà di accesso al credito».

Le imprese associate ad Univa potranno fin da subito accedere ai finanziamenti per un importo massimo di 500 mila euro per un periodo di 36 mesi con rimborso della rata mensile. Il tasso applicato è del 5,40% per investimenti produttivi, acquisto scorte e costi per l’internazionalizzazione, percentuale che scende al 4,90 nel caso il finanziamento serva per fare nuove assunzioni. Sale invece al 5,75% per i casi di sostegno al circolante.
Le imprese non dovranno fornire alla banca garanzie reali, come invece avviene normalmente, e non dovranno pagare nemmeno un euro per l’ istruttoria (che sarà molto veloce, non più di una decina di giorni) e per l’incasso della rata. Inoltre, per i nuovi clienti, ci sarà il conto corrente gratuito per 12 mesi.
Nella sala riunioni degli industriali di Univa è sembrato di tornare indietro di una trentina d’anni, quando è riecheggiato il nome del Credito Varesino, la banca che per anni è stata l’icona dell’economia della provincia, almeno fino al 1982, anno dell’acquisizione da parte dei bergamaschi.
Quest’anno la Popolare di Bergamo, che ha in provincia ben 111 punti operativi, distribuirà 1 miliardo e seicento milioni di euro nei vari territori, una buona notizia tenuto conto che il rapporto sofferenze nette/impieghi netti dell’istituto di credito si è attestato intorno al 2,29%. «Oggi la liquidità c’è – conclude Masnaga – se siamo frenati questo dipende dagli obblighi che ci impone l’Eba (European Banking Authority, ndr) per la capitalizzazione temporanea. Se non riesco ad andare sul mercato dei capitali devo far scendere i crediti, ovvero l’attivo. Questo accordo ha scopi nobili perché guarda al futuro».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Marzo 2012
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