Rissa in discoteca, il Comune vigila e vigilerà
Marco Fazio, assessore nel Comune dove si è svolta la lite fuori dalla discoteca lo scorso sabato sera, assicura il controllo e la vigilanza dell'amministrazione
Scrivo in merito all’episodio di violenza denunciato, nella giornata di domenica 18 marzo, da alcuni rappresentanti locali e nazionali di Arcigay, rispondendo in modo particolare alle sollecitazioni di Antonio Azzarito per conto di SEL Alto Verbano.
Come Antonio certamente sa (avendo egli stesso commentato il mio post), nella giornata di domenica sono stato tra i primi a condividere, sulla mia bacheca di Facebook, gli articoli di repubblica.it e corriere.it che riportavano la vicenda.
Aggiungendo però, un commento personale, che riporto anche qui, per completezza: "Attendiamo i chiarimenti da parte degli inquirenti, ma faremo in modo di tenere desta l’attenzione su questo fatto: non voglio che il nome di Germignaga sia associato a episodi del genere!"
Mi sento, a distanza di due giorni, di confermare questa presa di posizione. Come cittadino e come amministratore condanno, nel modo più fermo, qualsiasi atto di discriminazione, dal razzismo all’om ofobia, ed esprimo solidarietà ai ragazzi aggrediti. Penso però che, appunto come cittadino e amministratore, sia necessario usare prudenza e, soprattutto, rispettare i ruoli. Non spetta al sindaco l’indagine e l’accertamento delle responsabilità, lavoro che vogliamo far svolgere agli inquirenti nella massima serenità, confidando nelle loro capacità.
A proposito dell’interessamento richiesto da Azzarito, vorrei segnalare che già nella giornata di domenica c’è stato un contatto con gli ufficiali della stazione dei Carabinieri di Luino, che nella giornata di ieri ho richiesto al comandante della Polizia Locale di raccogliere ulteriori informazioni e che, infine, sul caso c’è stato un confronto informale tra sindaco e assessori al termine della riunione di Giunta svolta ieri sera. Insomma, tutto tranne che disinteresse.
Ci siamo presentati alle elezioni, tre anni fa, presentando come simbolo due mani che si stringo no. E’ questa, e non quella delle porte in faccia, l’idea di comunità che vogliamo continuare a costruire.
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