Quando Taino era in provincia di Como
Ma anche Angera, Cazzago Brabbia e la stessa Varese. Lo ricordano le incisioni sui muri di molti comuni del Varesotto
Le province cambiano e nella storia del nostro paese le riorganizzazioni non sono una novità. Ce lo ricorda un nostro lettore che proprio in questi giorni, animati dal dibattito sul futuro degli enti locali, ci invia delle foto interessanti. Le immagini mostrano le vecchie incisioni su muri e pareti relative agli antichi confini delle province di Como e di Milano. Nel Varesotto ce ne sono diverse, si possono trovare all’esterno delle case dei centri storici, agli incroci delle vie di comunicazioni o sulle strutture di fortificazioni o monumenti. Quelle che abbiamo pubblicato oggi, ad esempio, sono visibili a Taino, all’esterno di abitazioni del paese e della frazione di Cheglio, ma anche nel piccolo centro di Capronno, frazione di Angera e a Cazzago Brabbia. Testimoniano il fatto che in passato molti comuni del nostro territorio erano di competenza della provincia di Como. Durante il Regno Lombardo-Veneto e fino ai primi anni del Novecento, il territorio del Varesotto era infatti suddiviso tra Milano (l’area della Bassa provincia) e il Comasco (a cui appartenevano la Città Giardino, molti comuni del lago Maggiore e dell’Alto Varesotto). I confini rimasero invariati fino al 1927 quando con il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio accorpò il circondario di Varese e quello di Gallarate (senza i mandamenti di Rho e Legnano) nell’attuale provincia di Varese.
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