Coen: “Servizi, dialogo e qualità. Così l’Insubria diventerà grande”
Alberto Coen Porisini è uno dei tre candidati alla carica di rettore dell'università di Varese e Como. Ecco le sue proposte per il futuro dell'ateneo
Il candidato:
Alberto Coen Porisini, nato a Torino classe 1961, è dal 2006 preside della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali di Varese (trasformata con la riforma Gelmini in Dipartimento). È inoltre coordinatore della Commissione Risorse e membro del Senato Accademico, del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Servizi SIC “Servizi Informatici e Comunicazione”, della Commissione Edilizia di Ateneo, del Comitato di Indirizzo Strategico previsto dall’accordo quadro tra Regione Lombardia e Sistema Universitario Lombardo. È stato inoltre responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca a livello europeo e nazionale. Nel suo curriculum vanta una Laurea in Ingegneria Elettronica conseguita presso il Politecnico di Milano nel 1987 e un dottorato di ricerca in ingegneria dell’informazione conseguito presso il Politecnico di Milano nel 1992. Leggi il curriculum completo
Professor Coen, quali motivazioni l’hanno portata a candidarsi?
«Avevo e ho la volontà di affrontare le problematiche e le questioni aperte che riguardano la nostra università. E ritengo di avere buone idee e lo spirito giusto per farlo. Il mio metodo è improntato alla ricerca e al perseguimento dell’interesse generale non attraverso l’imposizione di decisione ma tramite la discussione e il confronto con le persone».
Quali sono in questo momento le priorità per l’università e che cosa invece "salverebbe" di quello che già esiste?
«Quello che caratterizza questa università e la qualità. L’Insubria è una buona università e dovremo continuare a lavorare per elevare il livello: significa puntare a offrire servizi a tutta la comunità, agli studenti e ai ricercatori. Dobbiamo parlare con il territorio più di quanto si sta già facendo e al contempo alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio. Attualmente esiste una buona rete di conoscenza a livello internazionale, ma che viene alimentata quasi esclusivamente su iniziativa dei singoli. Serve invece una logica di sistema.
La priorità per l’Insubria è ora quella di passare dal modello di piccola università a un modello organizzativo diverso più orientato ai servizi. Nel campo della ricerca significa avere un’amministrazione in grado di competere con il mondo esterno e di dare un supporto tecnico burocratico ai ricercatori. Occorre facilitare il trasferimento tecnologico (i brevetti, gli spin off….) e far sì che tutto ciò non sia di competenza individuale ma generale dell’ateneo.
Per quanto riguarda gli studenti i servizi andranno senza dubbio potenziati: ben venga il progetto del campus e presto si aprirà il collegio a Varese, ma sono solo cento posti e l’offerta residenziale va costruita. Lo spostamento delle attività da via Ravasi a Bizzozero implica una migliore organizzazione degli spazi, servono biblioteche più adeguate, aule più grandi. Un discorso analogo vale anche per Como. Molto è stato fatto ma ora bisogna potenziare».
Qual è la carattersitica o la proposta che maggiormente la contraddistingue dagli altri candidati?
«Chi vive all’interno dell’università, e io sono qui ormai da undici anni, sa che può trovarmi in ateneo tutti i giorni. Conosco e vedo i problemi. E ritengo che le sfide che attendono l’ateneo siano molto semplici da identificare. È vero anche che le ricette che abbiamo proposto noi candidati sono simili ma la differenza la faranno le persone. Queste elezioni assomigliano molto alle amministrative di una grande città. L’Insubria è una comunità siamo conosciuti, tutti quanti abbiamo avuto dei ruoli di rilievo. Chi è chiamato a votare darà fiducia alla persona più credibileò. Abbiamo storie diverse, chi ci conosce le valuterà».
Il prorettore vicario proposto dal professor Coen è Giuseppe Colangelo, professore ordinario del Dipartimento di diritto, economia e culture di Como.
Leggi il programma presentato: Il programma
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