L’era del rettore Coen comincia da un addio

Il fondatore dell'Insubria Renzo Dionigi, in pensione da quest'anno, lascia anche la guida dell'ateneo che passa al suo successore

dionigi e coenIl giorno del cambio della guardia è arrivato. Renzo Dionigi, il "papà" dell’università dell’Insubria lascia la sua creatura nelle mani del successore. Dal 1 novembre il nuovo rettore dell’ateneo sarà a tutti gli effetti il professor Alberto Coen Porisini, il più votato nelle elezioni del 28 settembre scorso. Si apre così una nuova era ma se ne chiude anche un’altra, quella storica, iniziata con le prime lezioni da sede distaccata, passata per l’ottenimento dell’autonomia e arrivata al giorno d’oggi con l’inaugurazione del nuovissimo e tanto atteso collegio Carlo Cattaneo. Dionigi, in pensione da quest’anno, ha rappresentato fino ad oggi il volto politico dell’università. È stato l’unico a guidarla ed è stato il protagonista che insieme a pochi altri si è battuto con tenacia per ottenere la sua creazione a Varese e a Como. E da qui, dai due poli dell’ateneo, l’università dovrà ripartire guardando al futuro.

Il professor Coen ha ottenuto la piena fiducia dei colleghi, del personale e degli studenti e ora dovrà affrontare sfide delicate e complesse: l’Insubria infatti non è immune dalla profonda fase di trasformazione che interessa tutto il sistema universitario italiano. Come gli altri atenei ha un nodo complesso da sciogliere, quello delle risorse pubbliche che sono sempre più limitate da ottenere e difficili da bilanciare. Ci sono poi delle questioni strategiche come il rapporto con il territorio, un legame da mantenere e rafforzare. Non da meno sono le novità introdotte dalla riforma Gelmini: norme che hanno toccato anche l’organizzazione (le facoltà non esistono più) ma anche la governance.Durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni del nuovo rettore, i più critici hanno chiesto un salto di qualità e contestato la mancanza di una vera identità di ateneo e ipotizzato il rischio di un accorpamento. Accuse che lo stesso rettore Dionigi ha respinto: «L’Insubria è viva e sta bene e non è affatto un malato terminale» aveva dichiarato poco più di un mese fa in un intervento pubblico. E in effetti questo sembra, anche a giudicare dal suo aspetto fisico. In questo senso le attività vitali dell’ateneo si notano eccome: l’università sta investendo molto sulle sue strutture e appare oggi come un grande cantiere. Se guardiamo quello che sta accadendo a Varese si nota ad esempio come il polo universitario stia migrando verso Bizzozero. Mentre in via Ravasi sono arrivate le ruspe, qui è sorto il collegio, inaugurato due settimane fa dal ministro Profumo e in futuro, se tutto andrà come progettato, arriveranno anche altri servizi per gli studenti ma non solo. L’università sta creando un suo nuovo polo e sta trasformando un intero quartiere. Bizzozero potrà diventare "universitario", creando valore per tutto il territorio, oppure semplicemente ospitare delle sedi. La differenza la faranno le scelte dall’ateneo ma anche quelle della città che avrà la possibilità di cogliere o lasciar cadere le opportunità di questo cambiamento.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Novembre 2012
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