La Palestina diventa stato osservatore all’Onu

La decisione presa a maggioranza dall'Assemblea generale. "Fatto epocale"

abu mazenCon 138 sì, 9 no e 41 astenuti l’Assemblea generale dell’Onu, a New York ha deciso di elevare a rango di "stato osservatore" la Palestina. L’Italia, per bocca del premier Mario Monti, ha avallato questo passaggio, suscitando il disappunto delle feluche israeliane. I vertici dell’Autorità nazionale palestinese considerano il voto al Palazzo di vetro solo un primo passo verso la nascita di un vero e proprio Stato e verso il riconoscimento della Palestina come Paese membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. 
Dura la reazione diplomatica di Isrraele. "La risoluzione sull’ammissione della Palestina come stato osservatore non membro dell’Onu allontana la pace" dice l’ambasciatore israeliano Ron Prosor, intervenendo davanti all’Assemblea generale.
La Palestina avrà da oggi accesso a molti trattati e organizzazioni internazionali che finora le erano preclusi, a partire dalla Corte penale internazionale, davanti alla quale i palestinesi potrebbero decidere di portare Israele per denunciare la questione dei Territori Occupati. Questo uno dei timori più grandi degli israeliani e di molti altri Paesi, anche se i vertici dell’Anp hanno assicurato che non compiranno tale passo automaticamente: dipenderà dalla politica che Israele deciderà di portare avanti sul fronte degli insediamenti. Intanto Abu Mazen guarda già alla prossima sfida, questa sì impossibile e simbolica: il sì alla Palestina Stato membro dell’Onu da parte del Consiglio di sicurezza.
Il segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon ha lanciato un chiaro appello a israeliani e palestinesi: "E’ giunta l’ora di rianimare il processo di pace". Un processo di pace in stallo da troppo tempo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2012
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