Quando la comunità si trasferisce on line
Aldo Bonomi, Davide Rampello e Luca De Biase a confronto su "comunità locali e interessi globali", primo incontro di Glocalnews
«Possono internet e le nuove tecnologie colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa delle realtà di riferimento locale?» Glocal, il festival del giornalismo on line organizzato da VareseNews, comincia con le provocazioni. Quelle del sociologo Aldo Bonomi: «E se tutto questo navigare – ha osservato Bonomi – non fosse altro che cercare di costruire nuove comunità nell’era dello spaesamento?». Spaesamento dovuto al cambiamento. È questo il tema forte dell’intervento del sociologo. Un tema che interessa tutta la sfera del “locale” intesa come territorio, persone, istituzioni, rapporti e relazioni. Un mondo oggi in crisi che deve fare i conti con le nuove sfide del “globale”: «Il cambiamento spinge i soggetti a ridisegnare il proprio spazio. In questi anni ho sempre guardato l’esperienza di Varese e di Varesenews con curiosità interessato al tentativo di voler trasferire il territorio sulla rete, di voler costruire una comunità aperta contro chi operava per costruirne una chiusa e rancorosa». Accanto ad Aldo Bonomi anche il direttore di VareseNews, Marco Giovannelli, il giornalista del Sole 24 Ore, Luca De Biase e il direttore artistico di Expo 2015, Davide Rampello. A fare gli onori di casa anche il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli.
Una riflessione sulla comunicazione nell’era di internet e dei social network partita proprio dalle questioni che interessano i territori, perché "globale" e "locale" non sono necessariamente due opposti. «Internet – ha commentato De Biase – è diventato a tutti gli effetti una parte del territorio. Il punto è quindi, come i territori si adeguano alle opportunità offerte dalla tecnologia per affrontare la globalizzazione?Nell’epoca di internet la competizione tra aree geografiche non è più solo economica ma anche sociale e culturale. È questo il bello della sfida». «Quando si discute di valorizzazione dei territori – ha aggiunto Davide Rampello – è evidente che si deve riflettere sulla conoscenza, la conoscenza è anche reinterpretazione. Si deve trasformare il passato in memoria ed è la memoria il grande motore di ogni idea e di ogni progetto. I grandi patrimoni del nostro paese devono essere valorizzati partendo dalla memoria e dallo studio ma anche puntando sui nuovi mezzi che abbiamo a disposizione per far conoscere tutto questo».
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