Truffatore e falsario, un arresto

Nella rete dei militari un raggiro che si serviva di un noto sito di annunci. Nella sua casa il falsario aveva di tutto: timbri falsi e contratti patacca

carabinieri truffa bollateI Carabinieri della Tenenza di Bollate l’hanno incastrato grazie alla denuncia di un truffato più furbo degli altri, perchè si era segnato il numero di targa dell’uomo che l’aveva raggirato.
L.R., nato a Milano nel 71, senza un fisso domicilio e alle spalle un curriculum di denunce e condanne per truffa, falsi vari, appropriazione indebita, favoreggiamento all’immigrazione clandestina ecc, aveva truffato un cittadino mettendo sul sito SUBITO.IT un annuncio di locazione di un appartamento a Bollate. Si era fatto consegnare quindi 2200 euro a titolo di caparra e poi non aveva concesso di occupare l’alloggio con pretestuosi motivi. Per calmare l’altro gli aveva quindi consegnato un assegno pari alla cifra precedentemente consegnata, assegno risultato poi inesigibile in quanto risultato provento di furto.
La vittima del raggiro si rivolge quindi ai Carabinieri della Tenenza di Bollate che grazie ai dati forniti riescono in poco tempo a individuare il truffatore, fermandolo proprio davanti alla casa fittiziamente messa in locazione.
Quando poi i militari sono entrati nell’abitazione la sorpresa: tutto l’occorrente del perfetto falsario: timbri dei tribunali di Monza, Milano e Roma, decine di contratti di affitto già stipulati con altri stranieri, risultati falsi, vari carnet di assegni risultati persi o rubati, certificati di proprietà di veicoli falsi, statini paga per lavoratori dipendenti falsi, e due personal computer con programmi per la compilazione e stampa di permessi di soggiorno e emersioni di lavoratori stranieri, tutti con il logo del Ministero dell’Interno.
Le ipotesi al vaglio dell’Arma sono molte ora e oltre alle truffe è chiaro un coinvolgimento del soggetto nel favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
Si presume che il giro di affari potesse essere, visto il materiale sequestrato, di almeno 30.000 euro al mese.
Colto con le mani nel sacco, L.R. nulla ha potuto replicare. Scattate le manette, è stato tradotto presso il carcere di Milano.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Gennaio 2013
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