La Cimberio si riaccende e spazza via la Virtus
Ottimo ritorno in campo dei biancorossi che battono la rivale storica con un netto 78-61. Varese supera anche il periodo negativo nel terzo quarto, trascinata da un Dunston che domina l'area
Un avvio roboante, rabbioso, deciso – 25-11 dopo un quarto di partita – è il modo migliore per la Cimberio di ripartire dopo la Final Eight di Coppa Italia e di rituffarsi in un campionato che anche dopo il 19° turno la vede in testa alla classifica. Ne fa le spese una Virtus troppo tenera per tenere il passo dei biancorossi, che hanno il solo torto di non chiudere i conti nella terza frazione, quando anzi un passaggio a vuoto di Green e compagni riapre la gara e per un attimo mette i brividi agli oltre 4mila in tribuna. Un pubblico fedele e caldo che ha voluto ringraziare a gran voce i suoi idoli (in testa a tutti Frank Vitucci: uno striscione lo vorrebbe papa…) e che si è goduto per l’ennesima volta un Dunston imperiale (foto S. Raso).
Il pivot non è l’unico artefice del successo ma è certamente il più evidente: 20 punti ma soprattutto lo spettacolo (5 schiacciate) e la concretezza anche in difesa (4 stoppate) per una valutazione di 39… Attorno a Dunston la squadra gira con gli assist di Green (9), la precisione di Sakota e la vivacità di Polonara e De Nicolao; peccato per i falli che limitano Ere, partito molto bene, mentre Banks va ancora a corrente alterna anche per via della caviglia non al 100%. Nessun problema però, quando di fronte c’è questa Virtus: la squadra di Finelli è troppo discontinua (su questo ruoterà il discorso dopo-gara del tecnico bolognese) per sperare di fare bottino a Masnago.
Ora per la Cimberio si apre un’altra settimana importante, quella che porta al derby esterno contro Cantù. Per la prima volta non si giocherà al “Pianella” ma al più grande palasport di Desio: i tifosi hanno già scaldato le ugole, la squadra ha i giorni necessari per prepararsi al meglio. Anche perché Sassari continua a restare in scia alla capolista che, per chi se lo fosse scordato, veste Cimberio fin dall’avvio di questo campionato esaltante per i colori varesini.
COLPO D’OCCHIO – In attesa di capire se lo ha fatto la squadra, il pubblico di Varese ha già smaltito la sconfitta nella finale di Coppa Italia: tanta gente a Masnago, con tutto il palazzetto in piedi alla contesa iniziale accompagnata dal ringraziamento della Curva Nord ai giocatori biancorossi. Qualcuno suggerisce anche il papato per Vitucci nel prossimo conclave.
PALLA A DUE – Polonara è l’ala forte scelta da Vitucci per l’avvio di partita con Sakota in panchina; questa l’unica variazione di un quintetto per il resto sempre uguale. Finelli sceglie l’asse azzurro Poeta-Gigli cui aggiunge Hasbrouck, Gaddefors e Smith; non c’è invece l’infortunato Moraschini, che all’andata disputò un’ottima gara.
LA PARTITA – Pronti-via e Varese vola: nel quarto di apertura Bologna resta sui blocchi mentre i punti di Polonara e la solidità di Ere-Dunston, in difesa prima ancora che in attacco, permettono ala squadra di Vitucci di prendere subito il largo, con Green ispirato in regia. Il 25-11 del 10′, nonostante un timeout di Finelli, mette subito la Cimberio nel ruolo di lepre.
La Virtus prova a scuotersi in avvio di secondo periodo, con un parziale di 7-0 che non basta a riaprire i giochi: De Nicolao ferma il break, la panchina biancorossa risponde presente (tripla Sakota, coast-to-coast di Rush) e nel finale della frazione arriva un nuovo allungo che manda le due squadre al riposo sul 45-28.
Al rientro c’è pure una tripla dall’angolo di Polonara: pare il preludio alla Marcia Trionfale e invece il vento cambia all’improvviso. Green ha un passaggio a vuoto e gestisce alcuni possessi in modo superficiale; Bologna prima si adegua con alcuni errori, poi capisce di poterci provare e mentre Varese resta arenata (prima a quota 50, poi a 52 grazie a un piazzato di Green) risale nel punteggio. Gaddefors e Smith colpiscono, la tripla di Imbrò è un ulteriore passo avanti degli ospiti che arrivano a un tiro libero (sbagliato) dal pareggio con Smith. Due liberi di Green valgono il 54-51 del 30′.
IL FINALE – Appena il tempo di chiedersi se ci sarà da soffrire, che la squadra di Vitucci toglie ogni dubbio. La tripla di Sakota e un paio di giocate di Dunston vanificano un canestro da lontano di Smith; poi il pivot imbecca la fiondata dall’angolo di Green e Bologna si scioglie. Lo strapotere di Dunston in area risalta anche con la quarta stoppata e quando Ere – prima limitato dai falli – torna a fare canestro la partita si chiude. Finisce con l’ovazione al pivot di Vitucci e con la terza bomba di Sakota sulla sirena che allarga il divario al 78-61 conclusivo.
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