L’abbiamo fatta Frank

Quest'anno non ci saranno calcoli astrusi e partite da vincere all'ultima giornata per far qualificare la Cimberio ai playoff. Ci è arrivata con otto giornate di anticipo...

(d. f.) Proprio quattro pagelloni fa tessevamo le lodi di mister Castori («ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza») e bocciavamo Adrian Banks, deludente nelle finali di Coppa Italia. Ora la situazione si è ribaltata con l’americano che ha guidato la Cimberio di Vitucci in un nuovo tentativo solitario di fuga (vabbé, a Sky hanno sbagliato la prima vocale… il titolo di ieri è già un cult della rete) e l’allenatore biancorosso al centro di polemiche e contestazioni nonostante le prodezze di Zecchin. La copertina però la diamo all’altro tecnico varesino che ha portato la sua squadra ai playoff con ben otto partite di anticipo, ma non dimentichiamo l’Europa di bronzo della Yamamay e della sua stella americana Carli Lloyd.

Pagellone numero 113 dell’11 marzo 2013

Frank Vitucci 8,5 – Lo strepitoso campionato giocato fino a qui dalla Cimberio talvolta ci fa dimenticare il recente passato, fatto di qualche soddisfazione parziale e di tante delusioni compresa la maledetta retrocessione di pochi anni fa. Ecco perché oggi mettiamo sul piedistallo il coach della Pallacanestro Varese, già sicura di disputare i playoff a otto turni dal termine della stagione regolare. Eravamo abituati a guardare la "griglia scudetto" dal basso, ad acchiapparla nelle ultime giornate quando andava bene (magari dopo calcoli impossibili per dirimere gli arrivi a pari punti…) e a fare da comprimari alle squadre pronte a giocarsi il tricolore. Questa volta non sarà così, il merito è di tanti (dirigenti, tecnici, sponsor, giocatori…) ma è indubbio che il contributo portato dal coach veneziano sia di primissimo spessore. Ora però, sotto con Sacchetti che qui fece la storia anche senza vincere il titolo: si può provare a fare ancora meglio del Meo…

Carli Lloyd 8 – Il fenomeno di Fallbrook colpisce ancora: al ritorno in campo dopo tre-mesi-tre, e non in una partita qualunque ma nella semifinale di Champions League contro il Rabita Baku, conferma di avere pochi eguali al mondo, tecnicamente e soprattutto in termini di sicurezza infusa alla squadra. Cosa sarebbe successo con lei in campo dal primo set? La domanda è scorretta ma nessuno, tra Busto e Istanbul, può negare di essersela posta almeno per un momento. È invece legittimo, senza sottovalutare l’operato dell’ammirevole Caracuta né tantomeno lo storico podio europeo conquistato dalla Unendo Yamamay, sottolineare che Carli è sempre la numero uno, quando sta bene. Ma come sta davvero? Questa è la vera risposta di cui tutti, tifosi e non, hanno bisogno oggi.

Gianpietro Zecchin 7 – Dal votaccio cui è costretto il Varese (a questo giro tocca a Castori) vogliamo escludere Zecchin, uno che anche non tira mai indietro il piede e che rappresenta un esempio per tutti quelli che vengono a vestire la casacca biancorossa. Fino a poco tempo fa lo si prendeva bonariamente in giro, perché il suo sinistro magico faticava a gonfiare la rete in partita; lui stesso – in gol nel turno infrasettimanale – ci aveva scherzato sopra («ho segnato perché è mercoledì, non sabato…») ma le tre prodezze su punizione nelle ultime gare lo hanno eletto al rango di fenomeno della specialità. Esecuzioni alla Zico, alla Platini, alla Maradona, a quello che volete voi… e con il ritorno di Neto che sa come guadagnarsi calci piazzati dal limite tutto ciò potrebbe avere ancora più valore.

Luca Artaria 5 – Un voto dato a malincuore, ma questa volta il giovane Luca l’ha combinata grossa. Di solito la sua aggressività è una qualità che permette alla Pro Patria di cambiare passo o di aumentare il pressing sui portatori di palla avversari. A San Giusto però, nella gara contro il Valle d’Aosta, il fallo commesso da Artaria è costato due punti alla banda di Firicano che a fine gara, direttamente sul campo, non gliele ha mandate a dire. Errori che fanno crescere ma che si spera di non rivedere, anche perché il 2-2 finale di ieri ha retrocesso i tigrotti al secondo posto e propiziato il sorpasso del Savona.

Fabrizio Castori 4 – Pur non condividendo il tono sguaiato di certi contestatori, che troppo spesso ci vanno giù pesante con i "titoli", non possiamo che guardare preoccupati all’involuzione del Varese delle ultime settimane e agli errori commessi in campo (rivedere le papere in serie della difesa…) e dalla panchina, soprattutto nel momento in cui viene stilato l’undici titolare. I primi tempi concessi a Verona, Empoli e Sassuolo, la mancanza di un gioco fluido, la necessità di affidarsi all’estro dei singoli più che alla manovra di squadra stanno allontanando il Varese dalle parti alte della classifica. Castori è comunque l’allenatore che aveva "costruito" il quarto posto: ora però tocca a lui riaccendere il motore biancorosso. Magari ritrovando un pizzico di serenità, che è mancata nell’ultimo periodo (anche a causa di certe dichiarazioni della dirigenza).

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Pubblicato il 11 Marzo 2013
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