Per Elisa

A 21 anni la Longo Borghini si regala una favola degna di mamma Guidina e mette infila il meglio del ciclismo mondiale e tutti gli altri protagonisti della domenica. Tra cui spiccano Ere e Pucino

(d. f.) Dopo una domenica simile, con la provincia e le sue squadre alle prese con un programma sportivo ricchissimo, non poteva che uscire un Pagellone corposo come un pranzo di Natale. Tanti i protagonisti della giornata, nel bene o nel male, che meritano una citazione sulla nostra rubrica del lunedì, tutti disciplinatamente in fila alle spalle di Elisa Longo Borghini. Una che giusto ieri ha messo già in fila il meglio del ciclismo femminile mondiale con una fuga per la vittoria che ha battuto anche il maltempo. La quota rosa è garantita anche da Valeria Caracuta, mentre tra i maschietti spiccano quelli vestiti di biancorosso: Ebi Ere e Raffaele Pucino. Rotolando verso Sud, come cantavano i Negrita, arrivano invece le insufficienze, da parte di due personaggi che – ne siamo sicuri – si riscatteranno presto.

Pagellone numero 115 del 25 marzo 2013

Elisa Longo Borghini 8,5 – Il cielo di Lombardia, così bello quando è bello (cit.), ieri ha regalato un mezzo diluvio alle ragazze che hanno partecipato al "Trofeo Binda". Non un tempo paragonabile a quello trovato dai colleghi uomini per la Milano-Sanremo ma comunque insidioso e capace di vittime illustri a partire dalla nostra Cantele, finita surgelata sul traguardo. Un freddo che ha ricordato quello che si trova sulle piste da sci, e chissà se è questo il motivo che ha spinto Elisa Longo Borghini, a cercare la fuga per la vittoria. Sua mamma Guidina (Dal Sasso), di mestiere faceva la campionessa di fondo ai tempi di Maria Canins, la campionessa bolzanina che si alternava tra sci stretti e bici e a Cittiglio vinse tre volte: Elisa ha seguito le orme di entrambe per cogliere a soli 21 anni un successo strepitoso. 

Ebi Ere 7,5 – Tralasciamo per un momento la partita di Bryant Dunston, perché tanto non fa notizia (ieri lo marcavano Brunner, Cervi e pure il virus intestinale: lo hanno "tenuto" a 22 punti e 7 rimbalzi…) e concentraimoci su quella del capitano della Cimberio. Ere ha risposto con canestri difficili allo scatenato Taylor, lo ha anche marcato per quanto possibile (davvero brava l’ala di Reggio Emilia) e poi ha infilato il tiro del +3 e il successivo libero pressoché decisivo. Il tutto con una condizione fisica non al 100%. Dal suo uovo di Pasqua salterà fuori un Datome che è tutto tranne che una sorpresa, ma dall’uovo di Gigi salterà fuori questo Ebi Ere… godetevi lo spettacolo.

Valeria Caracuta 7 – Non l’abbiamo mai sentita lamentarsi per essere costretta a reggere da sola la "baracca" della squadra campione d’Italia, senza una spalla degna di questo nome. Mai un risentimento per i giudizi poco generosi dalle tribune e dai media. Mai un’esitazione nel farsi da parte, con massima correttezza e professionalità, ogni qual volta la titolare dava segnali di poter rientrare in campo. Di Valeria, in tutto l’arco della stagione, ricordiamo l’impegno e i sorrisi, la fatica ma anche la capacità di procedere passo dopo passo, senza farsi travolgere dagli eventi. Da qui in avanti la Unendo Yamamay è definitivamente nelle sue mani: per lei una grande responsabilità, ma anche la consapevolezza di avere la fiducia della società, delle compagne, del pubblico. Se l’è meritata.

Raffaele Pucino 6,5 – Da un giovane già promesso sposo del Chievo in Serie A forse ci si aspetta sempre qualcosa di più. Ecco perché il terzino casertano talvolta finisce sotto processo, per qualche buco di troppo sulla sua fascia o per qualche partita troppo timida in fase offensiva. Critiche giustificate ma che meritano un bilanciamento quando il Pucio diventa decisivo in positivo: a Bari realizzò un eurogol da cineteca, a Vicenza si è ripetuto con una rete un po’ meno bella (quella del San Nicola è inarrivabile) ma ugualmente pesante. Al "Menti" lo vedranno come un gatto nero vista la sua maglia e considerato che andò a segno l’anno scorso. Un gatto che qui a Varese, questa settimana, si merita le carezze.

Andrea Botturi 5 – Il giovane difensore centrale della Pro Patria ha sul groppone il peso dell’errore che è costato la gara di Mantova ai tigrotti. Un inciampo simile a quello di Antonio Marino del Varese contro l’Empoli, per intenderci al di sopra di Gallarate. Peccato, perchè la gara di Andrea fino a quel momento era stata più che positiva, soprattutto rapportata a quella di alcuni suoi compagni impalpabili, come ha detto mister Firicano a fine gara: «Qualcuno si sentiva in vacanza». Gli errori aiutano a crescere, si sa, ma speriamo che il "Bottu" non riservi altre sorprese da qui alla fine del campionato.

Ernestino Ramella 4,5 – Non se la prenda, mister, ma la Caronnese proprio non riesce ad ingranare. La bella creatura di inizio stagione si è trasformata in un brutto anatroccolo che non trova più la via della vittoria. Da quando il tecnico ex Como si è seduto sulla panchina rossoblu prendendo il posto di Corrado Cotta, per Lombardi e compagni è arrivata una sola vittoria e la zona playoff si è allontanata sempre di più. Come Sansone con i capelli, da quando mister Ramella si è tagliato i baffi le sue squadre faticano a vincere (con la Gallaratese non andò benissimo, ma lì c’erano ben altri problemi): nascondete i rasoi, per piacere!

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Pubblicato il 25 Marzo 2013
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