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Libri scolastici: è guerra tra Libraccio e grande distribuzione

La catena presente in 17 città si rivolge alla magistratura per denunciare la "concorrenza sleale" di alcuni grandi magazzini che applicano sconti ritenuti illegali

La vendita di libri scolastici finisce in tribunale. Le librerie Libraccio hanno dato mandato ai propri legali di rivolgersi alla magistratura per contrastare la campagna di alcune grandi catene di distribuzione che, secondo l’accusa, violerebbero la legge Levi sui prezzi della scolastica e sui relativi sconti applicabili: «alcuni gruppi della grande distribuzione organizzata – si legge nel comunicato –  violano sistematicamente la normativa sui prezzi dei libri di testo scolastici proponendo la vendita al pubblico di libri scolastici con sconti eccessivi, vietati dalla legge indicata, e in palese violazione di ogni principio di correttezza commerciale, utilizzando la pratica  sistematica, 

oltre che prolungata, di vendita "sottocosto" costituente concorrenza sleale». 
 
La legge Levi n.128 del 2011 era stata promulgata per l’insistenza degli operatori del settore per salvaguardare le librerie, già colpite dalla crisi economica generale, dal rischio chiusura e di evitare una concorrenza selvaggia al ribasso dei prezzi, non sopportabile dalle librerie indipendenti: « È inaccettabile che diversi tra i più importanti grandi gruppi della distribuzione violino palesemente la Legge utilizzando la leva dello sconto oltre i limiti consentiti e la pratica illecita della vendita sottocosto al solo scopo di impedire una reale concorrenza, falsare il mercato, e sviare scorrettamente la clientela. Facciamo appello ai colleghi librai di tutta Italia affinché si uniscano, a sostegno della nostra iniziativa, proponendo ricorsi urgenti alla Magistratura laddove sussistano condotte illecite, per contrastare nelle sedi appropriate ogni forma di palese illegalità nel settore editoriale».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 luglio 2013
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