Cocquio, paese del “dosso” o dei “conti commensali?”

L’interrogativo nel corso del tour in paese: diverse le ipotesi sulla toponomastica del comune

cocquio trevisago cartelloFatta eccezione per il residente, che è capitolo a parte, almeno una volta chi ha attraversato questo comune la domanda se l’è fatta: da dove arriva il nome di Cocquio Trevisago?
Prima ancora di mettere le idee a posto e interrogarsi sull’eventuale cambio degli occhiali per via del gioco di “c” o di “q” (tale che ci si chieda, dopo molti anni, se sia giusto "Coquio", ma è accaduto anche di immaginarsi, a certe ore, un "Cocchio"), viene spontaneo cercare la risposta nella toponomastica, vale a dire lo studio scientifico dei nomi dei luoghi.
Oggi con #141tour siamo qui.
E a un quarto d’ora dall’inizio del live ecco che un lettore invia due diverse chiavi di lettura per risalire al nome del paese.

Ci scrive Pippo: «Giorgetti sul libro di Cocquio scrive “(…) che Trevisago derivi dal latino tres vias agere, spiegazione data per pacifica, anche se, a conti fatti, le vie sono solo due, e in latino non si è mai letta una espressione del genere. Il suffisso prediale -acus è inoltre usato in molti altri toponimi, senza che significhi agere, come si vorrebbe per Trevisago. 
Si opina anche che il toponimo Trevisago potrebbe derivare da tres visus, come tre sono le torri di avvistamento rintracciabili nella zona. E’ una interpretazione assai ingegnosa, che ha il merito, se non altro, di esprimere una delle più caratteristiche vocazioni ambientali del luogo. Come diceva un grande etimologista medioevale, “i nomi sono conseguenze delle cose”.
Lo stesso procedimento analogico viene applicato per Cocquio, che deriverebbe da un presunto Comes Comentium, con l’idea che i Conti Coco provengano da Como, o peggio ancora che “comentium”, sia il participio del verbo comedere = mangiare assieme (i conti commensali). La suggestione famelico-gastronomica si proietta poi sugli altri nomi, determinando una sorta di divisione del lavoro sul territorio: a Caldana ci sono le cucine, a Carnisio i magazzini di carne, e al Cerro i depositi di legname. Il quadro diventerebbe del tutto coerente, se si accettasse che a Cocquio lavorano i magistri coquenses, esperti nell’arte culinaria».
Sempre il nostro offre la seconda strada per orientarsi sull’origine del nome.
«Il singolare nome di questo paese in provìncia di Varese è attestato dal 1170 come «Cocco» e riflette con molta probabilità un latino volgare «coccum» che significa piccolo dosso. E presumibile che l’attuale grafia sia dovuta a una sorta di restauro erudito. Trevisago è invece attestato nella forma di «Trevixago» nel secolo Xin ed è verosimilmente derivato dal nome latino «Trebicius» a cui si è aggiunto il suffisso aggettivale “-acus”». Chi ha ragione, si chiede sempre Pippo? Forse, prima della fine della giornata, la risposta arriverà.

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Pubblicato il 25 Settembre 2013
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