A Villa Erba l’evento di solidarietà con “zia Fausta”
L'appuntamento è per venerdì 8 novembre e vedrà una serata di raccolta fondi per le comunità indiane alle quali la suora si reca
C’è una prima volta, anche se, venerdì 8 novembre, “Un ballo per la vita” segnerà l’edizione numero 22. Per la prima volta, infatti, la manifestazione avrà come sede la prestigiosa Villa Erba di Cernobbio, com’è stato annunciato da Fausta De Martini, “zia Fausta” per le comunità indiane alle quali reca speranza con la realizzazione d’infrastrutture – sanità e scuola – nei luoghi più discosti e abbandonati del subcontinente. Villa Erba diventa un anello della catena di solidarietà che il Casinò Campione d’Italia, storico sponsor di zia Fausta, non intende allentare. Carlo Pagan, amministratore delegato della casa da gioco, lo ha ribadito in conferenza stampa, assicurando che la Provvidenza poi beneficia anche Campione visto che il Casinò sta superando pericolose secche e per la prima volta – anch’esso – quest’anno ha registrato il migliore risultato tra le case da gioco italiane. E per la prima volta accanto a Fausta De Martini è stato rappresentato il Comune di Como: la vicesindaco Silvia Magni ha ribadito la vocazione della città “messaggera di pace”, sottolineando che i destinatari dell’opera di zia Fausta, di cui “Un ballo per la vita” è il maggiore cespite, sono i più piccoli e tra loro soprattutto le bambine. Case d’accoglienza, ambulatori, scuole: la vita, insomma, che altrimenti sarebbe loro negata. La missione di zia Fausta in India è di supporto alle suore missionarie dell’Immacolata, testimoni di un’operosità che non si arresta mai. Fausta De Martini è tornata dall’India con un nuovo progetto – “Nell’Andhra Pradesh, dove la povertà è endemica, ho trovato bambine che sopravvivono mangiando erba – ha detto – e non possiamo lasciare che non abbiano nemmeno un tetto per ripararsi” – dalla cui realizzazione non desisterà: il ventiduesimo “Ballo per la vita” ha così la sua ragione d’essere. Come l’aveva un anno fa: a Shantinagar, per aiutare le donne malate di Aids, alle suore missionarie occorreva alzare di un piano l’ospedale, così da disporre di stanze singole e di una sala operatoria dedicata. Il progetto aveva trovato la migliore artefice in zia Fausta: realizzarlo è costato 74.500 euro, provento di “Un ballo per la vita”.
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