L’arte puo’ aiutare l’imprenditore in crisi

Filippo Maconi si occupa di costruzioni e poco prima dell'inizio della grande depressione economica ha iniziato a dipingere: «In un momento di crisi un imprenditore ha due vie: o deprimersi o liberare nuove energie. Io ho scelto la seconda»

«In un momento di crisi economica un imprenditore ha due vie: o deprimersi o liberare nuove energie». Filippo Maconi, imprenditore del settore edile, ha scelto la seconda via. Nel suo studio in via Roma a Besozzo, accanto al computer e al tecnigrafo, ci sono le sue tele tutte ispirate al big bang, l’esplosione che ha dato origine all’universo. «È un tema che mi ha sempre affascinato – dice l’imprenditore – perché questa energia primordiale, solo apparentemente caotica, nasconde  invece un ordine preciso e la dimensione intuitiva dell’arte riesce a rappresentarla».
Maconi ha iniziato a dipingere poco prima dell’inizio della crisi, quando il grande freddo dell’economia non era ancora sceso nel continente europeo e la sua attività legata alla progettazione di costruzioni non aveva grossi problemi. «Abbiamo sempre progettato edifici su misura, direi ritagliati sulla persona con un inconfondibile marchio: la qualità dei materiali, l’estetica e l’attenzione alla sostenibilità – racconta l’imprenditore -. Poi è arrivata la crisi che ha ribaltato tutto e ha imposto una riflessione profonda non solo sul lavoro, ma sull’intera vita».
Il telefono che non suona, la riduzione delle commesse, il mercato fermo sono un brutto segno, è vero. Ma guardando  il bicchiere, per alcuni mezzo vuoto, Maconi ha intravisto anche un aspetto positivo che non viene mai considerato, una possibilità nuova: il tempo liberato.
«L’energia creativa va incanalata e il lavoro è uno dei modi per indirizzarla – racconta il costruttore -. Dipingere non è diventato un surrogato del mio lavoro, che continuo a fare con piacere,
ma un modo per dare una risposta alla mia ricerca di senso. E la crisi in tutto questo non è la causa principale, ma solo l’occasione che ha fatto nascere in me il bisogno di ricercare altro».
Difficile collocare in uno stile preciso  le opere di Maconi. Le si potrebbe etichettare come generico astrattismo, in realtà il tema è sempre lo stesso rivisitato in modo diverso a seconda del momento: l’origine dell’universo, la materia che si aggrega e ricompone secondo un nuovo ordine.
«L’uomo da sempre modella la natura con esiti non sempre condivisibili – conclude Maconi -. L’aspetto che mi affascina e che credo affascini tutti gli uomini è pensare  all’origine primordiale dell’universo come un caos armonico, voluto, indirizzato alla vita, proiettato nel futuro e quindi carico di speranza».

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Pubblicato il 23 Dicembre 2013
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