Letta alla Camera: “Senza l’Ue si ripiomba nel Medioevo”
I punti programmatici con cui è stata chiesta la fiducia. Premier contro Grillo: “Parole e azioni illegittime. Fanno a pezzi la democrazia rappresentativa”
Un discorso didascalico in partenza, che diventa programmatico e filosofico nel suo culmine: dopo l’uscita della componente berlusconiana dalla squadra di Governo il premier Enrico Letta si è presentato stamani, 11 dicembre, alle 9 a Montecitorio per la fiducia. Immediato il riferimento a quanto sta accadendo in questi giorni: i disordini, le proteste: «Questo Parlamento repubblicano e le istituzioni esigono rispetto in periodi così amari», ha affermato il premier riferendosi indirettamente alle affermazioni di Grillo sulla vicenda dei ‘forconi’. Il capo del governo ha ribadito anche la ”fedeltà indiscussa” ai valori repubblicani delle forze dell’ordine. Enrico Letta ribadisce nel programma del governo l’abolizione delle province in Costituzione. facendo riferimento alla messa a punto del titolo V della Costituzione.
Poi l’appello: «Su legge elettorale governo-Parlamento lavorino. Nessuno pensi legge punitiva per altri».
Sulle riforme costituzionali «Ci sarà una discussione aperta con tutte le forze di maggioranza» e si partirà dal lavoro del comitato dei saggi. Ma «chi farà saltare il banco ne risponderà ai cittadini che con referendum saranno comunque chiamati a valutare la riforma che ci farà scrollare di dosso l’immagine di un paese barocco» ha sottolineato.
Altri passaggi dell’intervento alla Camera del Presidente del Consiglio: coesione fra le forze sociali. Rafforzamento della filiera economica. Piano per sviluppare la ricerca entro marzo. Questi alcuni dei punti che Letta ha toccato nel suo discorso. «A gennaio in Consiglio dei ministri vi sarà decreto per il rilancio del turismo e il progetto “capitale italiana della cultura”».
Poi le parole più forti, quelle destinate al forte clima di anti europeismo: «Senza l’Ue si ripiomba nel Medioevo».
«Chi vuole conquistare voti col populismo anti europeo non voti la fiducia al mio Governo – ha detto Letta – . La politica forte degli ideali dialoga, discute, combatte e rispetta: chi punta sul populismo vuole scaricare la propria inconsistenza politica. Per questo la discussione per l’Europa deve passare dal protagonismo italiano: per fare questo l’Italia deve essere credibile altrimenti in Europa non ci ascolterà nessuno. Per questo occorre fare le riforme e presentarci coi conti in ordine»
Quattro gli obiettivi presentati in ambito comunitario: unione bancaria europea capace di abbassare il costo del credito a imprese e a famiglie (nel prossimo Consiglio europeo); lottare per dare alla zona euro capacità finanziaria per rendere gli stati più robusti di fronte agli shock economici con l’obiettivo di arrivare a riforme; lotta alla disoccupazione giovanile; interpretare la presidenza dell’Italia (del semestre Ue, luglio-dicembre 2014) come quella che chiude la legislatura della crisi e che apra quella 2014-19 della stabilità in Europa e in Italia.
Alle 15.55 con 593 presenti, 591 votanti la Camera dei Deputati vota a maggioranza la fiducia sulla risoluzione letta dal Governo. I sì sono stati 379, i no 212.
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