Piccolomo indagato per la morte della prima moglie

Condannato per il delitto delle mani mozzate, indagato per il delitto di Cittiglio, e per la morte della prima moglie. La figura di quest'uomo suscita molto interesse

Nuove indagini su Giuseppe Piccolomo, per fatti tra loro lontani, ma che da qualche tempo la magistratura comincia a ritenere sempre più legati. Ad ogni buon conto, la procura di Varese lo ha iscritto nel registro degli indagati in ordine al reato di omicidio volontario per la morte della prima moglie, Marisa Maldera, avvenuta nel 2003 a Caravate; il gip ha dato via libera alla riapertura di un’inchiesta su quel fatto. Per la difesa la circostanza si scontra con un principio base dell’ordinamento giuridico, nessuno può essere processato due volte per lo stesso fatto. Piccolomo è stato già condannato per omicidio colposo, per quella vicenda, e l’unica possibilità per una nuova indagine e processo, è che i giudici ritengano il fatto diverso da quello prefigurato nella prima indagine. 
Nel frattempo, la cassazione ha fissato nel prossimo 10 aprile la data del giudizio di terzo grado sul delitto di Cocquio Trevisago, avvenuto nel 2009, e per il quale in secondo grado è stato condannato all’ergastolo. Il delitto delle mani mozzate lo vede come unico colpevole, anche se egli si dichiara innocente. “Pippo” tenterà fino all’ultimo di sostenere che non uccise la ex tipografa Carla Molinari nella villetta di Cocquio e che non fu lui, di conseguenza, a tagliarle le mani per impedire che la polizia trovasse sotto le unghie il suo dna dopo la colluttazione con la povera vittima.
Ma l’accusa forse più incredibile che si è conquistato l’ex pizzaiolo di Caravate è quella di aver ucciso la studentessa di Comunione liberazione Lidia Macchi, assassinata da un bruto il 7 gennaio del 1987 a Cittiglio. L’indagine, condotta per anni dalla procura di Varese, non è mai stata chiusa, ma qualche giorno fa la procura generale ha avocato a sé il fascicolo (caso unico a Varese) e iscritto Piccolomo nel registro degli indagati per quella vicenda. Nessuno sapeva chi fosse Piccolomo fino al 2009, questa nuova accusa è derivata dalle dichiarazioni delle figlie che hanno sostenuto, in separata sede, che il padre si attribuiva quel delitto per spaventarle, quando erano piccole. Intervistato dalla trasmissione televisiva Quarto Grado, poche settimane fa, l’uomo ha negato tutto.
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Dicembre 2013
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