Da Max Ernst al Monte San Giorgio, la preistoria diventa arte

Sarà inaugurata venerdì 21 marzo, alle 18.30 l'esposizione "Viaggio nel tempo: i paleoartisti". La mostra si terrà allo Spazio Officina di Chiasso (Svizzera)

L’esposizione Viaggio nel tempo: i paleoartisti – che sarà inaugurata allo Spazio Officina di Chiasso (Svizzera) venerdì 21 marzo 2014 alle ore 18.30 – è un’opportunità per avvicinarsi a opere grafiche, pittoriche, video e ricostruzioni/modelli che mettono in scena un tempo lontano.

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Partendo dal grande artista surrealista, Max Ernst, con il bestiario fantastico della sua Histoire naturelle si giunge a 13 paleoartisti, aprendo una finestra su un campo affascinante e poco conosciuto come quello dell’investigazione artistica che si ricollega e si ispira ai fossili, alle ossa e agli animali preistorici estinti, e che va a ricreare un mondo di dinosauri, ma non solo, che nell’allestimento viene reso con gran vivacità.

L’iniziativa – a cura di Alessia Vandelli, Direttrice del Museo dei fossili, e di Nicoletta Ossanna Cavadini, Direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina (Centro Culturale Chiasso) – è frutto di un progetto espositivo integrato con il Museo dei fossili del Monte San Giorgio, sito iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO grazie al suo eccezionale patrimonio fossile risalente al Triassico Medio (circa 240 milioni di anni fa).
A Meride si potrà, infatti, visitare una sezione temporanea dedicata al Cyamodus, un rettile marino enigmatico, vagamente somigliante alle tartarughe, che 242 milioni di anni fa abitava le calde acque del mare del San Giorgio.
Allo Spazio Officina a Chiasso e al contempo al Museo dei fossili del Monte San Giorgio, a Meride, si offre quindi una doppia proposta espositiva di qualità e anche curiosa, che mette in relazione arte e scienza. Numerosi gli eventi collaterali in programma: laboratori per bambini, per adulti, film e due conferenze, nonché la possibilità di acquistare un biglietto congiunto per visitare entrambe le esposizioni (a Chiasso e a Meride).

L’elemento unificante che rafforza i legami e motiva questa operazione culturale originale di progetto espositivo integrato è ravvisabile nella disciplina artistica denominata “paleoarte”. Questa nasce nel XX secolo in Inghilterra e in America con lo scopo scientifico di dare forma visiva ai ritrovamenti dei fossili attraverso una resa tridimensionale e sembianze reali, cioè rendendo “in carne e ossa” le forme di vita di un lontano passato. Sviluppatasi successivamente all’inizio degli anni Settanta del Novecento in ambiti trasversali fra la new age come nuova disciplina, è attualmente un settore dell’arte contemporanea in grande espansione che coinvolge i giovani e favorisce notevoli spunti di creatività.
Offrire ai visitatori più diversi, dagli alunni delle scuole dell’obbligo all’appassionato di culture degli ambiti scientifici, dallo studente al neofita, il fascino della scoperta di un mondo lontano, nonché favorire il desiderio di conoscenza, la capacità di suscitare sempre il beneficio del dubbio, il forte coinvolgimento emotivo, sono alcuni degli obiettivi dell’esposizione. Un dialogo che, nell’intento di aprirsi a nuovi pubblici, propone una selezione di artisti di settore di alto livello qualitativo e creativo che spaziano dall’ambito rigorosamente scientifico e documentario a quello divulgativo, di fascinazione e curiosità, mettendo al tempo stesso in relazione arte e scienza.

Sono presenti in mostra allo Spazio Officina paleoartisti che modellano per istituzioni museali le forme di vita di un passato lontano come Beat Scheffold e Fabio Fogliazza, affiancati da paleoartisti che analizzano il dinamismo e il colore in funzione del dato scientifico: si pensi a questo proposito a Fabio Pastori e a Simone Maganuco con il team Dinosauri in Carne e Ossa. Alberto Gennari e Marco Auditore dai fossili passano a illustrare un vero e proprio racconto storico evolutivo, mentre Fabio Manucci e Michele Dessì sono capaci di rendere con grande fascinazione, attraverso immagini, le scoperte recenti di un mondo trascorso.
Sante Mazzei, Loana Riboli, Davide Bonadonna ed Emiliano Troco ci trasportano, mediante l’arte dell’illustrazione, in mondi lontani suscitando i sentimenti della nostra sfera emozionale fino a raggiungere aspetti che toccano la poesia e la lirica. È inoltre presente in mostra la paleoarte nella comunicazione con i suggestivi disegni di Angelo Boog per una serie di tre francobolli per La Posta Svizzera.

A incorniciare l’esposizione allo Spazio Officina le 34 tavole grafiche dell’opera Histoire naturelle (1926) di Max Ernst, dove l’autore – fra i principali esponenti del Surrealismo – mette a frutto la creatività e lo spirito scientifico che avevano trovato il punto più alto con il positivismo delle scienze naturali e con il nuovo modo di rappresentazione che si ispirava al mondo onirico dei sogni e dell’immaginazione. Il concetto riferito al “mostruoso” è uno degli aspetti indagati da Ernst. In particolare i suoi Dans l’écurie du sphinx, tavola XXVII (gallina-uccello) e Coups de fouet ou ficelles de lave, tavola XI (cavallo-rinoceronte) varcano i confini della conoscenza arrivando a indagare sempre più il mostruoso e il primitivo nella fascinazione e nella ricerca della bellezza convulsiva.

IN MOSTRA ALLO SPAZIO OFFICINA DI CHIASSO
Marco Auditore
Davide Bonadonna
Angelo Boog
Michele Dessì
Fabio Fogliazza
Alberto Gennari
Simone Maganuco e il team Dinosauri in Carne e Ossa
Fabio Manucci
Sante Mazzei
Fabio Pastori
Loana Riboli
Beat Scheffold
Emiliano Troco
e
Max Ernst

CHI HA SOSTENUTO LA MOSTRA
La mostra è resa possibile grazie al Dicastero Cultura del Comune di Chiasso e all’AGE SA, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos e il patrocinio del Parco delle Gole della Breggia e l’Associazione Amici del Parco della Breggia.
Si ringraziano la Geo-Model di Mauro Scaggiante (Quarto d’Altino, Venezia) e il Museo di Storia Naturale di Milano per avere prestato alcune delle opere in mostra.
Un ringraziamento a La Posta Svizzera e in particolare a Kurt Strässle e Julia Sophia Barmettler.
I vini dell’aperitivo dell’inaugurazione sono gentilmente offerti da Borgovecchio vini (Balerna).

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

Sedi espositive

Spazio Officina, Via Dante Alighieri 4, 6830 Chiasso (Svizzera)
T +41 91 695 08 88, info@maxmuseo.ch, www.maxmuseo.ch
martedì-venerdì ore 15-18
sabato-domenica ore 10-12 e 15-18
chiuso lunedì
aperto sabato 19 aprile (Sabato Santo), lunedì 21 aprile (Pasquetta)
chiuso venerdì 18 aprile (Venerdì Santo), domenica 20 aprile (Pasqua)

Museo dei fossili del Monte San Giorgio, Via Bernardo Peyer 9, 6866 Meride (Svizzera)
T +41 91 640 00 80, info@montesangiorgio.org, www.montesangiorgio.org
martedì-domenica ore 9-17
chiuso lunedì, eccetto lunedì 21 aprile (Pasquetta)
 
Biglietti

Spazio Officina (Chiasso)
Intero adulti CHF 7.- (Euro 5), ridotto (pensionati AVS, AI, studenti) CHF 5.- (Euro 4), scolaresche e gruppi di minimo 15 persone CHF 5.- (Euro 4), metà prezzo con ChiassoCard, riduzioni alle associazioni convenzionate, gratuito per gli “amici del m.a.x. museo”, gratuito fino a 7 anni
Biglietto cumulativo con il m.a.x. museo (mostra dedicata a Luigi Rossini (1790-1857) incisore. Il viaggio segreto): CHF 12.- (Euro 10), ridotto CHF 10.- (Euro 8)
Entrata gratuita: ogni prima domenica del mese

Museo dei fossili (Meride)
Intero adulti CHF 12.-, ridotto CHF 8.-, bambini (6-16 anni) CHF 6.-, 2 adulti e 2 bambini (6-16 anni) CHF 25.-

Biglietto cumulativo con accesso a entrambe le esposizioni (Spazio Officina a Chiasso e Museo dei fossili a Meride): intero CHF 16.- anziché CHF 19.- (Euro 13), ridotto CHF 10.- anziché CHF 13.- (Euro 8).

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Marzo 2014
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