Mezzo chilo di eroina nella pancia, arrestati corrieri della “bianca”

Di rientro dal Pakistan, i due sono caduti nella rete degli investigatori. La droga venduta anche sulle piazze di Como, Milano e Pavia

droga eroina aperturaUna droga pregiata e pura che proveniva dal Pakistan per rifornire le piazze dello spaccio meneghino, comasco, pavese e naturalmente anche della provincia di Varese. Per arrivare in Italia, lo stupefacente veniva trasportato in un contenitore speciale e pericoloso: lo stomaco dei corrieri della droga.
Nella serata del 22 aprile scorso gli agenti del commissariato di Gallarate hanno arrestato due cittadini pakistani (il trentasettenne C.M.A. ed il trentunenne A.R.), entrambi incensurati e regolari sul territorio nazionale, nella flagranza del delitto di importazione di eroina dal Pakistan, al termine di una articolata indagine.
Le indagini hanno preso le mosse nel gennaio scorso, in seguito a riscontri sempre più frequenti della circolazione di un tipo di eroina, particolarmente pura e pregiata, tra i consumatori del Gallaratese e delle altre aree note come luoghi di spaccio in provincia monitorate dagli investigatori del Commissariato, ceduta ad un prezzo mai inferiore ai settanta euro per grammo, e per quantità mai inferiori ai cinque grammi, e comunque solo attraverso canali riservati.
Nel corso di ripetuti servizi di osservazione è stato così individuato, tra più sospetti, il pakistano C.M.A.; un insospettabile per eccellenza, coniugato e padre di quattro figli minorenni, operaio temporaneamente disoccupato, residente in Tradate e sconosciuto alle forze dell’ordine eccezion fatta per le pratiche d’immigrazione; i sospetti, avvalorati ben presto dalla conferma di contatti e frequentazioni con tossicodipendenti ed altri individui già noti per implicazioni nell’ambiente dello spaccio, hanno indotto a proseguire le indagini con l’ausilio di presidi tecnologici a supporto delle investigazioni tradizionali.
Le indagini hanno così consentito di ricostruire un quadro di spaccio abituale a compratori fidelizzati provenienti anche dalle province di Milano, Como e Pavia; talvolta le cessioni avvenivano in luoghi particolarmente affollati, come l’ampio parcheggio di un noto centro commerciale di Tradate e gli esterni di alcune grandi aziende della zona, talvolta mediante scambi veloci “da auto a auto” in località prescelte casualmente e comunque preavvisate solo telefonicamente al compratore.
Sono risultati inequivocabili contatti anche con i due cittadini marocchini E.H.J e D.D., arrestati sempre per spaccio di droga nei pressi del parco Pineta di Tradate dagli agenti del Commissariato di Gallarate lo scorso 17 marzo, non a caso gravemente indiziati di avere spacciato anche eroina.
Particolarmente guardingo, anche nei confronti dei connazionali, al punto da non invitare mai gli acquirenti nei pressi della propria abitazione (anche se tra i compratori è stato individuato anche un vicino di casa), l’uomo usava sostituire con cadenza al massimo bisettimanale telefoni cellulari e schede telefoniche (queste ultime risultate spesso intestate a non meglio precisati cittadini extracomunitari), diversificando attentamente i canali telefonici per i vari clienti.
La svolta nell’indagine è maturata pochi giorni prima di Pasqua, quando il ruolo di A.R. si è compiutamente evidenziato: tra mille cautele e segretezze, mantenendo perfino i parenti all’oscuro del viaggio, quest’ultimo si è recato in Pakistan con un volo da Malpensa, ricevendo da C.M.A. il denaro necessario per i costi del viaggio e svariate istruzione sul da farsi una volta raggiunta la madrepatria.
Dal complesso delle circostanze e dal tenore dei contatti con C.M.A., si è così fondatamente concretizzato il sospetto che A.R. stesse effettuando proprio un viaggio per curare il rifornimento della pregiata e costosa eroina “bianca”; quando anche C.M.A., alcuni giorni dopo, si è imbarcato con la stessa destinazione, procurando per sé e per A.R. i biglietti di rientro per il 22 aprile, le condizioni sono state ormai tali da attivare un mirato servizio di controllo in occasione del rientro in Italia dei due pakistani.
Particolarmente indicativa una breve conversazione tra C.M.A. e la moglie, nella quale quest’ultima (non indagata), visibilmente preoccupata si augura “che sia l’ultima volta e che Dio faccia andare tutto bene”.
In collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza di Malpensa, pertanto, A.R. è stato intercettato durante le ordinarie procedure di frontiera dopo l’atterraggio del volo PK733 al Terminal 1, intorno alle ore 18.30: subito colto da forte agitazione ha ammesso di trasportare droga e, in attuazione dell’apposito protocollo per la gestione di questo tipo di emergenza in ambito aeroportuale, è stato trattenuto presso l’apposita area sanitaria dell’aeroporto.
E’ stato dichiarato in arresto in flagranza e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, competente per territorio, che a sua volta ha avviato le necessarie forme di coordinamento con la Procura di Varese titolare delle indagini.
Tuttora trattenuto presso la suddetta area sanitaria per il completamento dell’evacuazione dello stupefacente, A.R. ha fino ad ora espulso otto ovuli ed altri involucri per un peso lordo di circa duecento grammi di eroina.
Negli stessi minuti gli agenti del Commissariato pedinavano C.M.A. nel suo rientro in taxi a Tradate, dove è stato a sua volta bloccato in casa sua proprio poco dopo la completa evacuazione di ovuli e altri involucri contenenti eroina del peso lordo complessivo pari a oltre trecentocinquanta grammi, che aveva trasportato anch’egli occultati nella cavità rettale.
E’ stato immediatamente arrestato e condotto in carcere a Varese a disposizione del Dr Luca Petrucci.
Gli investigatori ritengono che la spedizione fosse già stata effettuata più volte in passato; il valore commerciale della droga sequestrata, talmente pura e nobile da prestarsi a generosi tagli prima dello spaccio, avrebbe potuto facilmente raggiungere i novantamila euro complessivi al dettaglio.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Aprile 2014
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