“C’è il rischio di un effetto-domino”

Eliseo Sanfelice sottolinea alcuni passaggi politici nello scenario della zona, comprese le azioni di responsabilità in Amsc e Seprio, il mini-Cuv, le scelte sulla Polizia Locale

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Eliseo Sanfelice, consigliere comunale a Samarate, su alcune scelte politiche che riguardano la zona del Gallaratese

L’effetto domino è una reazione a catena che si verifica quando un cambiamento è in grado di produrre a sua volta un altro cambiamento analogo, dando origine ad una sequenza di atti.
Generalmente l’effetto domino funziona con i comportamenti negativi.
Ne abbiamo plastica evidenza in queste settimane, nei comuni dell’area della Malpensa.

Pensiamo a Gallarate, dove ormai, in luogo di una dialettica, anche dura ed aspra, tra schieramenti e partiti, ma pur sempre inserita nel perimetro del campo da gioco politico- istituzionale, si e’ invece deciso di trasferire la contrapposizione tra le parti nelle assemblee delle societa’ municipalizzate e nelle aule dei tribunali, con conseguenze devastanti sia per il funzionamento delle istituzioni oggi, sia per quelle del futuro.
Avvelenando i pozzi dell’acqua della corretta politica e del rispetto delle norme non scritte nessuno potra’ piu berne anche domani! Questo pare non essere stato capito anche e soprattutto da chi, presentandosi come moderato e attento ai valori della persona e dell’etica pubblica, in realta’ -forse contro le sue stesse intenzioni o mal consigliato dai suoi alleati e sodali – sta trascinando la vita politica in un vicolo cieco di rancori e ripicche. E poco conta, in questo caso, che la parte contrapposta, con l’ arroganza, passata e presente, dei suoi uomini di punta o, se preferite , dei suoi mullah e dei suoi sultani, oltre che dei giannizzeri al seguito, ed anche con i suoi comportamenti superficiali e le sue scelte clientelari, abbia una bella fetta di colpa in tutta la vicenda.
Chi ha la responsabilità ultima del governo cittadino ha il dovere di fermare questi processi di imbarbarimento, perché a farne le spese sono ovviamente i cittadini, stremati dalla crisi del lavoro e dell’economia, e inerti di fronte a un degrado delle istituzioni locali che invece di tentare interventi per la soluzione degli attuali ciclopici problemi (casa, tasse, lavoro, assistenza, sicurezza, immigrazione) si avviluppano su loro stesse in dannose polemiche senza fine.

Se poi da Gallarate ci spostiamo di pochissimi chilometri, nel sedime della Malpensa, con l’operazione in corso, guidata da chi è all’opposizione nella città dei due galli, ma ancora in sella a Varese, Busto e Somma, finalizzata a scindere il CUV -che raggruppa amministrazioni di colore e schieramenti diversi- per creare un nuovo e piu’ piccolo MiniCUV di soggetti fedeli e obbedienti, allora ci troviamo di fronte alla replica del film gallaratese sopra descritto, questa volta pero’ a parti inverse.
Ci si dimentica delle ragioni per cui nasce ed esiste un ente come il CUV -tutelare i cittadini, da qualunque amministrazione di destra, centro e sinistra siano amministrati, e difendere il territorio e la qualita’ della vita -e ci si concentra in una lotta di potere e di ripicca contro la parte avversa, per indebolirla e dimostrare la propria forza e la propria capacita’ di dominio.
E anche in questo caso dei cittadini, dei paesi in cui vivono, della natura e del benessere di un pezzo di territorio a rischio, nessuno pare essere realmente interessato.

In ultimo guardiamo alla prospettata convenzione tra Gallarate e Cardano sulla polizia locale, che dovrebbe sostituire l’accordo in essere tra Casorate e la stessa Cardano. Una pura manovra politica, una operazione di marketing, che verrebbe fatta passare sopra la testa dei gallaratesi, pur nell’assoluta mancanza di ragioni di merito e utilità. Anche qui troviamo l’interesse dei cittadini messo sotto le scarpe, e la vana gloria di piccoli politici di provincia posta in cima ai propri obiettivi.

Come dicevo all’inizio, il domino politico, gioco nel quale a scelte sbagliate, seguono, di ripicca, altre decisioni identiche o peggiori, in una catena infinita di errori e danni per i cittadini e le comunità locali, pare essere il gioco preferito da molto protagonisti della vita amministrativa a noi vicina.
E se invece di questo perverso meccanismo, i piu’ responsabili e quelli finora rimasti silenti dentro tutti i partiti e gli schieramenti scegliessero con coraggio di prendere strade diverse , quelle della responsabilita’ personale e della vera morale politica, che fa prevalere il bene comune senza sbandierare strumentalmente slogan e parole di ordine vuote e ipocrite? Sarebbe forse questo il rispetto dovuto alla giustizia e al senso civico.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Settembre 2014
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