50 anni di spazio italiano, raccontati dal Gatt

Lunedì 24 novembre al Grassi un incontro con Piermario Ardizio, che racconterà le operazioni spaziali portate avanti dall'Italia

Domenica 23 Novembre partirà per una missione di 6 mesi sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) la prima donna astronauta italiana, Samanta Cristofoletti. Nella sua missione, denominata Futura dovrà realizzare più di 200 esperimenti scientifici. Si tratta di un grande onore per l’ Italia, che in passato ha già inviato nello spazio (Shuttle e/o Stazione Spaziale) altri 6 astronauti uomini. Soprattutto si tratta del modo migliore per celebrare il 50esimo anniversario del lancio del primo satellite italiano: era infatti il 15 Dicembre 1964, venne lanciato il primo satellite San Marco, ideato e voluto dal compianto prof. Luigi Broglio. L’ Italia era così la terza nazione, dopo URSS e USA a lanciare in orbita un proprio satellite. Consapevole del fatto che gli anniversari sono molto importanti per il loro scopo evocativo ed educativo, il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese, ha organizzato per Lunedì 24 Novembre 2014, h21 (CineTeatro Grassi) una serata di grande interesse, in cui si parlerà naturalmente di Samanta Cristofoletti ma anche di moltissimi altri eventi che hanno visto l’Italia protagonista nel passato mezzo secolo e che sono stati quasi sempre trascurati dai mezzi di informazione. Relatore Piermario Ardizio, grande esperto di astronautica cui si dedica assiduamente da 30 anni, che parlerà sul tema: L’ ITALIA… .DIMENTICATA. . Nel 1988 il GAT organizzò una complessa spedizione in a Malindi, in Kenia dove visitò, grazie ad un permesso speciale del Ministero, le due ex –piattaforme petrolifere marine San Marco e Santa Rita , adibite a base di lancio ed a base di controllo di vari tipi di satelliti (nella foto scattata dal Gat, la base San Marco) Con la scomparsa di L. Broglio la base San Marco marina cadde nel dimenticatoio: l’ultimo lancio (il 23esimo) avvenne nell’ormai lontano 25 Marzo 1988. Tra i vari satelliti, una menzione particolare va riservata ad Uhuru (SAS-3) che lanciato il 12 Dicembre 1970 permise all’ italiano Riccardo Giacconi di scoprire che nel cielo c’era una moltitudine di sorgenti emettitrici di raggi X (buchi neri caldissimi e divoratori di materia): questa ricerca pionieristica gli avrebbe fatto vincere il premio Nobel per la fisica nel 2002. Quello che rimane operativo del progetto San Marco è la sezione terrestre di Malindi (ribattezzata Centro spaziale Luigi Broglio) di proprietà dell’ Università di Roma e gestita dall’ASI, Agenzia Spaziale Italiana: essa, grazie alla sua posizione quasi equatoriale, è ideale per il tracciamenti di numerosi satelliti di varia agenzia spaziali, tra cui, ultimamente, anche quella cinese. A parte però la base San Marco, in questi 50 anni l’ Italia si è distinta in una moltitudine di importanti altri progetti nazionali o multinazionali, spesso trascurati o addirittura dimenticati dai mezzi di informazione: questo e molto altro sarà il tema dominante della serata di lunedì 24 Novembre al Grassi.

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Pubblicato il 22 Novembre 2014
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