“I tagli rischiano di affossare la formazione professionale”
I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil si dicono preoccupati dei tagli al settore annunciti, tagli che porterebbero a una drastica riduzione di corsi per chi è più a rischio abbandono scolastico
Tagli per oltre 75 milioni di euro al settore dell’istruzione della formazione e tutto il settore educativo trema.
A lanciare l’allarme sono i sindacati conferedali Cgil, Cisl e Uil che mettono in guardia dalla ricadute di questa politica di contenimento che va a incidere soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione scolastica: «Il sistema di formazione professionale lombardo – spiegano in un comunicato – è passato negli ultimi dieci anni dai 35 percorsi con 624 studenti a 2.500 corsi, per oltre 60.000 studenti nell’anno formativo 2014-2015. Sempre più giovani si iscrivono ai corsi di formazione professionale come prima scelta direttamente dalla scuola secondaria inferiore: nel 2014 sono oltre 18.000 i ragazzi di terza media che si sono iscritti nei percorsi di IeFp, pari al 18% del totale della classe di leva residente in Lombardia».
Stando così le cose, si prevede un taglio di 500 posti di lavoro su un totale di 1700 addetti mentre le classi passerebbero dalle attuali 694 classi prime si arriverebbe a poco più di 300.
Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola della Lombardia sollecitano la Regione «affinché predisponga un piano complessivo per ripensare e razionalizzare l’offerta formativa degli enti di formazione pubblici e del privato sociale che utilizzano risorse pubbliche, partendo dal sistema di accreditamento che oggi non fa selezione».
Secondo i sindacati, occorre considerare la possibilità della differenziazione della quota capitaria, fissata a 4.500 euro come contributo per ogni allievo, uguale da 10 anni, come previsto dalla legge regionale 19/2007 e mai realizzata. Potrebbe essere un altro strumento che premia chi più investe su laboratori e didattica innovativa, oppure per incentivare settori poco rappresentati (esempio impianti termoidraulici, edili). Anche una parte delle risorse ministeriali per l’apprendistato (avanzano ad oggi oltre 3 milioni di euro del finanziamento del 2012) potrebbe essere destinata a finanziare un patto settoriale/territoriale fra associazioni d’imprese ed enti formativi per permettere ai ragazzi/e, oltre i 15 anni, di essere assunti con un contratto di apprendistato ex art. 3 e conseguire una qualifica professionale. Soprattutto occorre un ripensamento nell’allocazione dei Fondi Europei con cui si potrebbero finanziare percorsi una con una forte componente di tirocinio scuola/lavoro nell’ultimo anno, modalità che avvicinerebbe la nostra regione al sistema di formazione duale.
I sindacati stanno incalzando in queste ore l’assessorato affinché scelga di non smantellare un sistema che ha saputo portare al successo formativo e all’inclusione sociale molti ragazzi lombardi, è apprezzato dalle imprese che hanno bisogno sempre più di formazione professionale adeguata e permette anche oggi alti tassi di sbocco occupazionale. «In caso contrario – avvertono Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola della Lombardia – saremo costretti a mobilitarci ulteriormente, mettendo in campo specifiche forme di lotta a salvaguardia della tenuta occupazionale del comparto».
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