Ray e Fontecchio: il preciso e il glaciale guidano la Virtus

Domenica le Vu Nere sono ospiti di Varese (20,30) e vogliono sfruttare il momento positivo. Scopriamo insieme gli avversari della Openjobmetis grazie al sito Bolognabasket

(d. f.) Domenica 14 dicembre la Openjobmetis torna a giocare sul campo di casa dopo due trasferte consecutive. Di fronte alla squadra di Pozzecco, che tornerà in panchina dopo la squalifica, ci sarà la Granarolo Bologna, formazione poco considerata alla vigilia ma già in grado di vincere partite importanti (Reggio e Avellino negli ultimi due turni). A presentarci le "Vu nere" è Bruno Trebbi, responsabile del sito Bolognabasket che si occupa da vicino di raccontare il mondo della palla a spicchi nel capoluogo emiliano.

(Allan Ray ha giocato anche a Roma, Ferrara e Montegranaro / foto Virtus.it)

La Virtus che arriva al posticipo televisivo di domenica sera a Varese è una squadra in grande forma, con grande convinzione nei propri mezzi, reduce dalla doppia vittoria interna con Reggio Emilia e Avellino, squadre ben più blasonate e costose.
A coach Valli – almeno fin qui – sta riuscendo un piccolo miracolo. Nonostante le difficoltà economiche (e la penalizzazione) è stata costruita una squadra giovane e con grandi margini di crescita, e qualche risultato si sta già vedendo. Intanto prima di qualsiasi singolo viene la squadra, appunto. Si parte dalla difesa, che è l’arma migliore, e ognuno sembra disposto a sacrificarsi per il compagno. Solo dopo arrivano i singoli giocatori, a partire da Allan Ray, leader indiscusso della squadra, che sta vivendo una seconda giovinezza e tirando con percentuali stratosferiche (17.4 punti di media con oltre il 50% da due e da tre, e il 90% ai liberi). Poi c’è Okaro White, che ha atletismo, tiro e sprazzi di talento assoluto, ed è in assoluto quello più futuribile, anche a livello NBA. Abdul Gaddy è un play vecchio stile, che prima cerca il compagno libero poi (forse) tira: merce rara, in un americano. Hazell dà un discreto contributo come punti, mentre Gilchrist finora è stato un po’ l’anello debole della squadra, anche se nelle ultime due partite qualche piccolo segnale l’ha mandato. Finora su cinque scommesse almeno quattro paiono vinte, comunque.

(Fontecchio versione "Superman" sorvola la difesa di Avellino / foto Virtus.it)

Per quel che riguarda gli italiani, la stella è sicuramente Simone Fontecchio, nel quale tutti hanno grande fiducia. Il 19enne pescarese ha già vinto due partite con la tripla decisiva, a Pistoia e con Avellino, e gioca con la maturità di un veterano, pur andando ancora – comprensibilmente – a sprazzi nel rendimento complessivo e nelle percentuali di tiro. Poi ci sono Imbrò, Mazzola e Cuccarolo, che stanno facendo il loro in termini di difesa ed energia: in particolare Cuccarolo sta stupendo per l’applicazione difensiva vista di recente, mentre Mazzola – che sta tirando male – sopperisce con un cuore che fa provincia e grande astuzia difensiva. L’unico praticamente fuori dalle rotazioni è Marco Portannese, che comunque è in forte dubbio per infortunio.
Va detto anche che la Virtus ha costruito la sua classifica soprattutto in casa, e in trasferta ha vinto solo una volta, a Pistoia. Inoltre Varese resta un campo molto difficile per le Vu Nere, che non vincono a Masnago dal 2009, trascinate all’epoca da Moss e Vukcevic. Però se la squadra continuerà ad avere l’umiltà vista finora, e a mettere sul campo la filosofia “valliana” che parte dalla difesa, la certezza è che non partirà mai battuta, e potrà provare a giocarsela con tutti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2014
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