Bonus ristrutturazioni, mai più così alto: come fare per utilizzarlo
Anche per quest’anno sono stati prorogati i bonus per chi ristruttura la casa, specialmente nel campo dell’efficenza energetica. Cosa fare prima del 2016
Lo ricordano spot televisivi e segnalazioni di ogni genere: anche per quest’anno sono stati prorogati i bonus per chi ristruttura la casa, specialmente nel campo dell’efficenza energetica. La legge di Stabilità ha infatti prorogato fino al 31 dicembre 2015 le agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto ecobonus. Ristrutturare casa è, ancora per quest’anno, una buona occasione per fare lavori che permettono di risparmiare, avendo un incentivo legato al finanziamento di parte dei lavori tramite un bonus, che nell’arco di 10 anni permette di recuperare più della metà di quanto si è speso: l’importante è che le spese siano correttamente documentate con fattura e bonifico.
Una agevolazione che, con percentuali variabili e obiettivi diversi negli anni, prosegue da molti anni, ma in maniera del tutto “provvisoria”: una scelta che ha creato negli anni confusione tra gli utenti e gli installatori. «Ormai da moltissimo tempo sosteniamo che queste misure debbano essere definite non di anno in anno in anno, diventino strutturali – commenta Roberta Tajè, direttore di Cna, che ha al suo interno un ampio gruppo di installatori, tra i primi a proporre le installazioni del fotovoltaico – Sono contributi “virtuosi” e renderli strutturali permette a imprese e privati di organizzarsi e pensare seriamente a questo tipo di implementazioni in casa».
L’incentivo è infatti ormai da anni un grande volano per l’adeguamento al risparmio energetico delle case più vecchie: «Sicuramente la presenza dell’agevolazione è un incentivo molto forte – prosegue Tajè – l’osservatorio permanente per la tassazione delle Pmi di Cna nazionale racconta che le spese complessive per ristrutturazione nel 2013 sono state di 30,40 mil di euro, con incremento – nel pieno della crisi – del 56,4% rispetto al 2012 e del 90,30% rispetto al 2011».
Ed è, ultimo ma non ultimo, un disincentivo ai lavori in nero o sommersi: «Non essendo possibile fare la detrazione, rendono il “risparmio” dell’evasione meno appetibile».
E’ però l’ultimo anno in cui le detrazioni saranno così consistenti: la stessa legge che istituisce la proroga per il 2015 precisa che nel 2016 la detrazione scenderà al 36%
COSA PUO’ ESSERE DETRATTO E COME FARE
Le ristrutturazioni oggetto di finanziamento sono quelli che permettono di ridurre la quantità di energia necessaria per il riscaldamento dell’intero edificio: si tratta di interventi sugli involucri degli edifici, cioè quelli riguardanti strutture opache orizzontali e verticali (ad es. pavimenti e pareti), finestre comprensive di infissi e di tutte le strutture accessorie come gli scuri o le persiane, che delimitano il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati. Oppure l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda ad uso domestico: per tutti questi interventi la detrazione non può superare i 60.000 euro. Sono possibili anche interventi di sostituzione di impianti di climatizzazioneinvernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione, impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici, sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria. In questo caso l’importo massimo detraibile è di 30.000 euro. Questi interventi sono agevolabili anche se effettuati su parti comuni di edifici condominali, ma in questo caso l’ammontare massimo della detrazione deve esssere “diviso” tra le unità immobiliari interessate. Dal 2015 la detrazione del 65% è estesa anche all’acquisto e posa in opera di schermature solari, ossia di quei sistemi che proteggono le abitazioni dalle radiazioni solari e permettono di ridurre il consumo energetico.
Esiste poi anche la possibilità di detrarre, all’interno di un intervento di ristrutturazione edilizia, il 50% della spesa sostenuta per l’aquisto di mobili ed elettrodomestici. Il tetto massimo detraibile per i mobili non può superare comunque i 10.000 euro per unità immobiliare a prescindere dall’importo speso per la ristrutturazione. Gli elettrodomestici: (come frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni, microonde e apparecchi per il condizionamento). devono essere di classe A+
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Il vademecum dell’agenzia delle entrate
Le domande piiù frequenti (a cura dell’agenzia delle entrate)
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