Gilli: “La città deve risvegliarsi dal torpore”

Intervista a Pierluigi Gilli, ex sindaco della città, oggi sostenuto dalla coalizione Forza Italia, Unione Italiana, Pensioanti, Popolari per Saronno.

Pierluigi Gilli ha 58 anni, sindaco della città dal 1999 al 2009, in opposione negli ultim 5 anni con Unione italiana, sposato, con tre figli, avvocato. Oggi è candidato sindaco per Forza Italia, Unione Italiana, Pensioanti, Popolari per Saronno.

Perché ha deciso di ricandidarsi?
«Mi ricandido perché la situazione generale italiana e saronnese sono deprimenti, c’è necessità di conoscere i meccanismi dell’amministrazione per non improvvisarsi e non perdere troppo tempo in contese di natura puramente politica. Il mio dovere è di trasferire nei prossimi anni ai giovani quelle conoscenze e competenze che ho maturato nel corso della mia vita amministrativa. Lo sento come un dovere perché non è certo la situazione sociale attuale quella che spinge facilmente ad entusiasmarsi per la vita politica, ma è ancora necessario. Perché le comunità territoriali devono essere governate partendo da un bagaglio di esperienza dimostrato e non soltanto dichiarato o presunto. So che è un po’ da incosciente e so di cosa si tratta, ma non sarebbe così disdicevole dare ancora una mano alla città dalla quale ho ricevuto tutto quello che ho».

Come descrive la squadra che la sostiene?
«Una macedonia ben assortita, con i frutti che sono tutti a puntino nella loro maturazione, dai più giovani ai meno giovani. Tutti insieme per raggiungere l’unico obiettivo che è quello di riaccendere Saronno. Sono quattro liste omogenee che condividono non solo il programma, ma la passione per la città e la moderazione come strumento. Persone che non amano urlare e che preferiscono dedicarsi con realismo al governo della città».

Identità di Saronno, città al centro di quattro provincie, oggi qual è?
«Questo è un serio problema sotto l’aspetto amministrativo, perché i confini tagliano le amministrazioni. Ma è anche una possibilità di grande ricchezza perché in mezzo a quattro provincie gode di una invidiabile posizione in quanto alle comunicazioni: ha una stazione dove passano 600 treni al giorno, ha un sistema autostradale e poco distante la Pedemontana. È al centro di realtà diverse, però in un luogo mediano che non è metropoli, si possono trovare servizi e qualità della vita a misura di persona. È una città di 40mila abitanti dove è possibile mantenere rapporti di comunità. Ne vale ancora la pena lottare per farla vivere, non per campanilismo, ma perché possiamo offrire un valore aggiunto rispetto a tante altre realtà. Siamo milanesi anche noi, ariosi come dicono in città, ma rispetto a Milano abbiamo la comodità di arrivare in centro al capoluogo in 20 minuti e al tempo stesso un ambiente più misurato e accogliente. In questi ultimi anni con la crisi, si è perso lo sguardo verso il futuro con ottimismo. I problemi contingenti assorbono le energie delle persone che si trovano ad affrontare una diminuzione della qualità della vita. Inoltre, la parte pubblica negli ultimi anni è rimasta ferma, si è limitata ad amministrare nell’immoblismo, dove non mancano segnali di sofferenza e intolleranza che non fanno onore a una tradizione di solidarietà vera e praticata che dura da tempo immemorabile».

Gilli mostra con orgoglio la bandiera cittadina che tiene nel suo studio.
«Bisogna suscitare la collaborazione dei cittadini. Dobbiamo metterci bene in testa che se non ci diamo fare gli uni con gli altri, non riusciremo a recuperare molte cose a cui eravamo abituati e che venivano elargite. Oggi è il momento del volontariato e dell’associazionismo. È questo il motore di uno scatto a cui l’amministrazione nuova dovrà dare inizio. Non basta lamentarsi, bisogna veramente dare una mano in maniera coesa, attenta e serena. Si risolverebbero in questo modo molti problemi, a partire dalla sicurezza. C’è bisogno di una riorganizzazione della polizia locale, di maggiori forze dell’ordine, ma queste cose non bastano se non sono accompagnate da una maggiore presenza dei saronnesi nelle loro strade e nelle loro piazze. Se si crea un vuoto qualcuno lo riempie. Si devono inventare tante occasioni per stare insieme e dare più luce alla città. Questo è uno dei primi agenti per restituire la serenità e la tranquillità ai saronnesi. Quando si è in tanti ci si sente più sicuri».

Quali soluzioni per le aree dismesse?
«Sono una risorsa reale, ma nel periodo medio lungo. Sono di dimensioni enormi ed è impensabile mettere mano a tutte contemporaneamente. Nella maggior parte dei casi serve una grande opera di bonifica per la tranquillità attuale e futura. Su cosa metterci bisogna cercare di avere le idee chiare rispetto a quanto avuto finora. Condivido il principio secondo cui almeno la metà diventi area pubblica verde, anche se non nascondo che i parchi vanno mantenuti. E poi bisogna distinguere: sono dislocate in diverse zone della città, qualcuna con vocazione residenziale, altre attività produttive non invasive. Troverei sconveniente pensare a centri commerciali, penserei invece ad attività commerciali che soddisfino nicchie di eccellenze. Si deve tenere conto che qualsiasi scelta comporta delle conseguenze. È un discorso complesso che va affrontato con calma, tenendo conto che si tratta di aree di prioprietà privata. Di certo non mi spingerei mai a parlare di iniziative di origine onirica».

Gilli nel primo mandato da sindaco aprì una bacheca virtuale sul sito del comune che in pochi mesi raccolse migliaia di messaggi, lui rispondeva quotidianamente ai cittadini. Oggi quanto contano per un’amministrazione social e digitalizazzione?
«Contano sempre di più, non solo perché c’è una legge sulla trasparenza. La fame di notizie è incontenibile e sono convinto che ci sia utilità nella continua corrispondenza tra amministratori e amministrati. Si ha così reciprocamente la percezione della situazione reale, perché si verificano gli effetti dei provvedimenti. L’importante è che la comunicazione sia rapida: sono abituato ancora oggi, anche coi social, a interloquire con chiunque. È un segno di attenzione dovuta, gli amministratori non devono stare su una torre d’avorio ma devono vivere nella vita reale. In una realtà territoriale limitata come la nostra è ancora possibile. Io credo si possa mantenere aperto un canale di comunicazione di questo tipo che impedisce tanti equivoci. L’amministrazione uscente ha avuto un vuoto di comunicazione coi cittadini. Anche se sono convinto che la partecipazione vada bene, quella individuale è più efficace anche se faticosa».

Appello finale per Gilli.
«Ai saronnesi e alle saronnesi mi piace chiedere il loro sostegno con la forza degli argomenti del programma che insieme a tutti i componenti, e alle persone delle liste collegate al mio nome, abbiamo elaborato con passione, con entusiasmo. Con il desiderio profondo di esser utili alla nostra comunità che vogliamo sveglia, amica, tranquilla e operosa, come nella sua tradizione. Soltanto insieme si può sostenere uno sforzo che indubbiamente è notevole. In più mi sembra, insieme a tanti altri candidati delle liste a me collegate, che si riesca ad offrire esperienza e competenza. E lo abbiamo dimostrato in anni di amministrazione. Insieme a loro è possibile amministrare anche con un patto tra generazioni così anche la mia esperienza si possa avviare alla sua conclusione, con la certezza di aver trasferito a chi è più giovane e in forza le conoscenze e le capacità per continuare a voler bene alla città».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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Pubblicato il 28 Maggio 2015
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