Marantelli, scossa nel Pd: “Rinuncio alle primarie”

Il segretario cittadino Luca Paris gli ha chiesto di farsi da parte perchè non rappresenta una candidatura nuova. Il deputato ha deciso di rendere pubblico il dibattito interno e di informare la città

Daniele Marantelli

Primi guai post elettorali in casa Pd. Daniele Marantelli si sfila dalla corsa per le primarie a Varese. Il deputato varesino non sarà tra i papabili per la poltrona di sindaco nel 2016 e il suo addio viene ufficializzato con un gesto politico abbastanza inusuale nel partito di Renzi. Marantelli ha scritto una lettera al segretario cittadino Luca Paris (già prima del voto di domenica, spiega lui) in cui rivela i retroscena del suo abbandono, che certamente farà un certo rumore vista la statura del personaggio. Marantelli afferma che lo scorso marzo il segretario cittadino Paris gli aveva chiesto la disponibilità a candidarsi. «Consapevole che nel partito e all’esterno c’era chi pensava che una mia eventuale candidatura potesse avere una sua forza, ti avevo dato la mia disponibilità».

Ma qualche giorno fa c’è stato il colpo di scena: «Nel nostro colloquio di mercoledì scorso – si legge nella lettera -avendo tu potuto, nel frattempo, compiere delle valutazioni più meditate, mi hai comunicato che il partito ritiene che, per vincere le elezioni il prossimo anno, occorre privilegiare candidature nuove rispetto a quelle più tradizionali».
E ancora: «Non so se la mia possa definirsi una candidatura tradizionale. Certamente non è nuova. Ad oggi mi hai detto che non è ancora chiaro il perimetro delle alleanze. Anche se il partito ha deciso di scegliere il candidato con le primarie, non se ne conoscono, ad ora, le modalità di svolgimento. Mercoledì mi hai informato che esistono già, per adesso, tre candidature innovative».

Marantelli, definito quindi poco innovativo dal Pd di Varese, ha tirato le somme: è stato in sostanza ritenuto un candidato poco fresco dal segretario cittadino Luca Paris e così si è fatto da parte: «A questo punto, caro segretario, risulta evidente che la disponibilità che avevo dato al partito in modo del tutto disinteressato, non ha più alcuna ragione d’essere. In tempi di diffusa sfiducia nei partiti, la massima trasparenza è un dovere». Nella lettera Marantelli elenca i successi del passato e l’impegno che metterà nel futuro, ma rimane la sensazione dello strappo con il partito cittadino di Varese, nella città dove il deputato fa politica da quarant’anni.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2015
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