Pd, il renziano Civati sfida Marantelli

La corsa per le candidature a sindaco di Varese. Nel centrosinistra si fanno strada quattro nomi mentre il partito ha già garantito che si faranno le primarie

daniele marantelli

Civati, Marantelli, Galimberti, De Simone. Il poker di candidati di area Pd per la poltrona di sindaco è questa. Chi la spunterà? Vedremo. Intanto la novità è che i renziani hanno un nome da spendere.

Renzi
Andrea Civati, 30 anni, giovane avvocato e consigliere comunale, è in corsa per la candidatura. Telefonate e incontri, e poi il via libera dai vertici. Fatto. Ora il suo nome verrà sondato, si cercherà di capire se ha gradimento, se l’ipotesi può circolare, se la giovane età non sia un ostacolo. Civati (non è parente di Pippo) si gioca una partita grossa: rappresenta la corrente renziana, ma anche la segreteria provinciale di Samuele Astuti, oggi in maggioranza in provincia ma in minoranza nella città di Varese, dove la segreteria è invece bersaniana (con alcuni distinguo).

Sinistra
A un anno dalle elezioni amministrative del capoluogo Varese, il Pd e la sinistra stanno cominciando ad avere un quadro più chiaro delle candidature ipotizzate dalle varie anime del partito. Ufficialmente, la direzione cittadina ha votato e approvato la decisione di tenere le primarie, ma non ha specificato se saranno consultazioni interne al Pd o allargate alla coalizione. Nell’area più a sinistra viene proposto il nome di Dino Simone, 42 anni, ex consigliere comunale per due consiliature, storica voce dei giovani Ds, ambientalista. Dino oggi rappresenterebbe un’area che va dai movimenti e fino alla corrente rimasta orfana di Pippo Civati (che esprime pur sempre la vicesegreteria provinciale Sara Battistini). Sarebbero della partita ambientalisti e pacifisti, antirenziani, certo, ma in quest’area militano anche molti esponenti che, per vari motivi, sembrano decisi a contrapporsi all’idea di una candidatura Marantelli.

Bersani 1
Su Daniele Marantelli le voci sono tante.
In teoria sarebbe il favorito. Deputato, 62 anni, ha una grandissima esperienza ed è il volto più noto della sinistra a Varese. I suoi temi forti sono da sempre quelli del lavoro, le fabbriche e le aziende del Varesotto. Conosce perfettamente il partito e la politica, e ha una collocazione di corrente a cavallo tra due generazioni: è la vecchia guardia a Varese, ma è un “Giovane turco” a Roma, dove è schierato con Orfini e Orlando nella corrente degli ex diessini che stanno con Matteo Renzi.
Questa duttilità tattica dell’onorevole Marantelli crea consensi e critiche. Il suo nome è sicuramente molto forte tra i vecchi militanti e anche fuori dal partito, e se decidesse di affrontare delle primarie di partito, senza trovare un accordo con chi lo contrasta, c’è chi sostiene che potrebbe vincere e portarsi a casa tutto il mazzo.

Bersani 2
La segreteria cittadina ha però anche un altro nome.  Si tratta di un avvocato, Davide Galimberti, 39 anni, già nei Ds, uomo ombra del gruppo consiliare. E proprio da un mix di alleanza tra segreteria cittadina e gruppo consiliare arriverebbero gli sponsor di Galimberti. L’uomo non è molto conosciuto fuori dal Pd, ma dentro il partito sì: Galimberti è un avvocato di diritto amministrativo, lavora a Milano, ed è uno dei militanti che studia le mozioni e le delibere del Pd. Dalla sua parte potrebbero esserci il segretario cittadino Luca Paris, l’ex segretario cittadino Roberto Molinari, il vicecapogruppo Luca Conte, mentre con Daniele Marantelli saranno più apertamente schierati il capogruppo in consiglio Fabrizio Mirabelli e la segretaria di circolo Rossella Di Maggio.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2015
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Commenti

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  1. Scritto da emy64

    ma è mai possibile che si candidino solo personaggi provenienti dalla politica? sempre peggio,una città deve essere governata da un manager capace ed onesto,non da persone che hanno vissuto di stipendi pubblici per una vita intera senza aver dato mai nessuna prova delle proprie capacità.Non votiamoli più questi personaggi,basta!

  2. Scritto da Gianlucaf67

    Penso invece che sia gia un passo avanti vedere delle candidature di persone ( alcune) che sono inserite nel mondo del lavoro e delle professioni e che hanno maturato significative esperienze nella vita reale .
    Ecco maturato, forse qualcuno ne dovrebbe fare un po di piu di esperienza lavorativa prima di mettersi al servizio della “cosa pubblica” mentre qualcun altro forse dovrebbe capire che ritornare al lavoro vero non sarebbe male.
    Tuttavia mi auguro che il PD faccia le primarie per dare voce agli iscritti e magari permettere una scelta di un candidato da eleggere e non da nominare.
    Speriamo.

  3. Scritto da Patrizio

    Ciao emy64 , ma scusa stanno parlando delle primarie del PD e chi dovrebbe candidarsi se non personaggi appartenenti alla politica . Iscritti o no che siano mi sembra che debbano fare riferimento a questa forza politica.

    Del resto tutti si potrebbero candidare e non solo criticare gli altri , mi chiedo come mai non vedo o non sento mai qualche ” libero ” cittadino che si candida .

    Anche se nessuno potrà mai asserire che i nomi presentati non siano degni di essere candidati

  4. Scritto da emy64

    ma dalle primarie chi uscirebbe se non un politico? il problema è proprio questo,ormai ad amministrare si infilano solo politici che nella loro carriera non hanno mai avuto nessuna esperienza manageriale o lavorativa,la dimostrazione l’abbiamo ogni volta che osserviamo il bilancio di una azienda pubblica dove si trova sempre un buco e non funziona nulla.Io vorrei una nazione dove non serva una tessera politica per riuscire a farsi eleggere,dove un grande manager si possa candidare per la sua città senza dover ringraziare nessuno.

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