Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
Il cantiere, le regole e la rigenerazione: oltre all'ondata delle polemiche, occorre un'analisi su quello che succedeva fino a poco tempo fa, sulla sicurezza e sulla portata più ampia che il progetto della ciclabile porta con sè
Ciclabile di viale Belforte, serve un po’ di chiarezza. È necessario provarci, perché se si segue solo l’onda delle polemiche si rischia di fare un cattivo servizio a chi non conosce l’argomento e segue solo la cronaca, che va fatta, ma rischia di sviare l’attenzione.
La pista ciclabile su viale Belforte non è una novità. La striscia dedicata a pedoni, biciclette, ma anche carrozzine e passeggini c’è da tanti anni. Il nuovo progetto ha allargato lo spazio dedicato alla mobilità dolce e ha posto fine ad un’usanza diffusa quanto illegale, quella cioè di parcheggiare dove non si poteva, a ridosso delle attività, ben all’interno delle linee. Oggi ci sono i paletti e non si potrà più fare, a qualcuno non piace e lo ha manifestato in diverse circostanze, ma tant’è: non si poteva parcheggiare prima dentro le strisce della ciclabile, non si potrà fare quando la pista ciclabile sarà inaugurata perchè adesso ci sono i paletti.
I disagi nel comparto Belforte ci sono, è innegabile. C’è traffico, c’è il famoso imbuto, ci sono i lavori. Se fossimo in un paese normale i giudizi però si darebbero alla fine: oggi moltissimi si accaniscono sul progetto, danno valutazioni sul fatto che non verrà utilizzata, prevedendo il futuro, operazioni azzardata quanto poco “scientifica”. Nessuno può essere certo di come e quanto la pista ciclabile di viale Belforte (come quella in costruzione a Biumo) verrà utilizzata, lo scopriremo quando sarà terminata. E potrà essere percorsa solo quando sarà terminata, con buona pace di chi va a sbattere sulle barriere (visibili o non visibili che fossero) provando l’ebbrezza di circolare su una pista ancora chiusa a proprio rischio e pericolo.
Le ragioni del Comune di Varese e del tanto vituperato assessore Civati sono state spiegate in tutte le salse: la sicurezza innanzitutto, su un strada che registra un incidente ogni 16 tra quelli che coinvolgono pedoni e ciclisti in città; poi lo snellimento del traffico, obiettivo difficile da raggiungere e in questo momento di pieno svolgimento dei cantieri altrettanto complesso da immaginare. Una domanda sorge però spontanea: in quanti avrebbero immaginato un Largo Flaiano quasi scorrevole, dopo decenni di infinite code? Proviamo a giudicare l’operazione al termine e se ci sarà da criticare facciamolo, ma dopo. Senza dimenticare un aspetto spiegato anche questo in molteplici occasioni: il progetto della ciclabile è legato a doppio filo con quello che prevede la riqualificazione e la bonifica del Macello Civico, scindere le due cose vuol dire imbrogliare chi legge. La nuova pista ciclopedonale di viale Belforte fa parte del più ampio progetto di rigenerazione urbana del quartiere e dell’ex Macello Civico, finanziato dal PNRR e dal programma PINQuA. Il percorso connette tre poli principali: Biumo, l’ex Macello e il Lazzaretto.
Ora, continueremo a seguire e dare voce alle istanze di chi protesta e si lamenta, tenendo però ben presente alcuni punti elencati sopra: chi tenta di giocare sull’emozione o si dimentica di quello che c’era fino all’altro se ne farà una ragione. Nell’immagine di copertina, presa da un semplice Google Maps, si vede quello che succedeva fino a poco tempo fa: auto parcheggiata dentro le strisce della ciclabile, costringendo bici, pedoni e auto ad allargare il proprio percorso rischiando o di invadere la corsia opposta o di essere travolti perché non visti da chi arriva nell’altra direzione. Lamentare pericoli per chi esce da una tabaccheria perché ci si trova “improvvisamente” su una pista ciclabile, ora ben segnalata e protetta, non è serio ed è a dir poco pretestuoso.
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Da un giornalista mi sarei aspettato un’analisi accurata di pro e contro, mentre quel che leggo sembra un comunicato stampa della maggioranza. Certo, i comunicati stampa li fanno i giornalisti. Allora basta capire da che parte stanno (e si capisce).
A dire il vero nell’articolo sono segnalate anche le criticità, il traffico, le istanze del commerciante (con tanto di link), i possibili problemi che non si sa al momento se saranno risolti. Se poi la si vuole leggere solo come prendere una posizione o l’altra, si faccia pure, senza problemi. Buona giornata