Il volo, una vocazione per il “comandante Pietro”

In molti conoscevano il pilota morto nell'incidente aereo di Santhià. Colleghi e amici ricordano la sua passione per il volo e per il progetto del convertiplano

I piloti morti nell'incidente nel Vercellese

L’amore per il volo e per un progetto, quello del convertiplano, a cui tanti hanno dedicato anni di studio e lavoro nelle sedi di Agusta Westland. Ma anche il pericolo dei test e il rischio che nemmeno l’esperienza può annientare. C’è tutto questo nel ricordo degli amici di Pietro Venanzi, 53enne originario di Velletri e residente a Sesto Calende, una delle due vittime dell’esplosione in volo avvenuta nel Vercellese questa mattina. In molti in paese conoscevano il pilota, tecnicamente “test pilot” e la dedizione che aveva per quel velivolo sperimentale il cui futuro riguarda in un certo senso tutta la comunità.

Quando si è appreso che l’aereo precipitato a Santhià era un convertiplano di Agusta Westland, il pensiero dei lavoratori è andato subito al comandante. «È lui di solito il pilota» ha scritto una ex collega su Facebook a pochi minuti dall’annuncio della tragedia. E la conferma non si è fatta attendere.

La foto di Pietro ed Herb ha iniziato a circolare immediatamente sui social. I gruppi di Facebook dedicati all’azienda di Sesto e Vergiate sono una sorta di circolo dove i colleghi di oggi e di ieri, come i membri di una grande famiglia, si ritrovano a commentare i progressi, a discutere di carlinghe, pinne ed eliche, a sottolineare con orgoglio quei dettagli che solo chi costruisce può conoscere. Ci si ritrova per condividere le vecchie fotografie o per organizzare mostre ed eventi perché è tanta la voglia di far conoscere all’esterno quello che si produce nei capannoni del Varesotto. Lo stesso Venanzi, era impegnato come volontario a Volandia, il parco museo dedicato al volo e aveva partecipato al video che presentava proprio il convertiplano. C’è ben altro, in tutto ciò, oltre alla comune concezione del proprio lavoro. Nel 2002 il pilota sestese era rimasto coinvolto in un incidente costato la vita a un collega ma non aveva abbandonato la sua vocazione per il progresso aeronautico.

«Lo incontravo a volte a Sesto, lo conoscevo di vista, era sempre sorridente – commenta il sindaco Marco Colombo -. Il mio pensiero va ai suoi famigliari a cui vanno le condoglianze di tutta la città. Pietro Venanzi e Herb Moran (l’altro pilota che ha perso la vita nell’incidente di oggi, ndr) erano persone competenti e coraggiose. Hanno svolto un lavoro rischioso ma anche molto importante. Sono convinto che il modo migliore per onorarli sia quello di portare avanti il progetto a cui hanno dedicato la vita. Come rappresentante dell’amministrazione non posso che dare la mia massima disponibilità a ogni iniziativa in ricordo di entrambi».

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2015
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