Scuole materne, il “modello Busto” si rinnova

2.700 bambini, 19 scuole e nessuna lista d'attesa. Il sistema che in città unisce pubblico e privato funziona e si aggiorna per affrontare al meglio i prossimi 4 anni

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E’ un modello che fa scuola -nel vero senso della parola- quello firmato mercoledì 2 dicembre tra l’amministrazione comunale e le scuole dell’infanzia di Busto Arsizio. Un’intesa che durerà altri 4 anni e che va ad aggiornare un sistema vincente «che permette una vera libertà di scelta per le famiglie e ha cancellato tutte le liste d’attesa», spiega il sindaco Gigi Farioli.

A Busto «non esiste nessun bambino che non trovi posto nelle scuole dell’infanzia -precisa l’assessore alla scuola, Claudio Fantinati- e anche le tariffe sono le stesse per ciascun istituto dal momento che è il comune a subentrare nei casi di redditi bassi». E tra i 19 istituti della città, i bambini tra i 3 e i 6 anni che si rivolgono alle scuole paritarie sono tanti, quasi il 60% del totale. In questo anno scolastico sono 1.261 su un totale di 2.218 quelli che hanno scelto le paritarie «e questo rappresenta anche un risparmio per il comune che spenderebbe tra il 20 e il 30% in più se gestisse internamente tutto il servizio».

Il sistema Busto poggia dunque le sue fondamenta su 9 scuole pubbliche (7 statali e 2 comunali) e 10 paritarie, la gran parte gestita dalle parrocchie. «Per noi questo è un servizio civile -spiega Monsignor Pagani- ma lo portiamo avanti convinti nonostante abbia alti costi in risorse umane ed economiche». Un’offerta formativa, quella della Chiesa bustocca, che «garantisce il principio della libertà della persona e della collaborazione con le altre fedi» e non a caso «in nessuna delle nostre strutture ci sono mai stati problemi di integrazione».

scuola busto

I bambini stranieri «non hanno alcun problema e neanche le loro famiglie» spiega Don Emilio Sorte che a Sant’Edoardo gestisce la struttura più ampia: «noi abbiamo 35 bambini extracomunitari, una decina di questi sono mussulmani -spiega- ma non ci sono mai stati problemi; noi raccontiamo chiaramente la nostra offerta formativa e recepiamo le richieste, a partire da alcune accortezze da usare in cucina». Uno scenario che si ripete in tutte le scuole della città, anche in quelle comunali e statali.

Ma modello bustocco può fare anche affidamento su un’altra gamba, quella dell’innovazione, con la English School dell’istituto Olga Fiorini: una scuola bilingue che accoglie ormai 130 bambini. E’ stata la stessa Olga Fiorini a spiegare come «io avevo iniziato con grande amore a insegnare a poche ragazze come cucire» e che poi «pian pianino sono sempre aumentate». Ancora oggi «nonostante la mia età continuo ad essere a scuola per cercare di aiutare i più deboli -racconta- perché se vogliamo un mondo migliore dobbiamo partire proprio da i nostri ragazzi, qualunque età abbiano».

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 02 dicembre 2015
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