Tasse universitarie: l’Italia è al decimo posto
Secondo un rapporto dell'Ocse, gli atenei italiani sono tra i più cari tra quelli pubblici. Ben lontani, però, da quelli britannici o statunitensi

Cara università quanto mi costi. Tra i dieci paesi al mondo dove ci sono le tasse accademiche più alte c’è anche l’Italia. Lo rileva il rapporto dell’OCSE “Education at the Glace” che equipara le rette degli atenei pubblici. (In Gran Bretagna il sistema è formato da atenei privati ma sovvenzionati con fondi statali).
Al top della classifica c’è l’università britannica che chiede ogni anno rette per 9.000 dollari. Seguono gli Stati Uniti con 8.200. Decisamente più contenute le tasse di iscrizioni in Giappone che vuole 5,150. Ci sono poi la Corea del Sud con 4.773 dollari, il Canada con 4.761, l’Australia con 4,473 e la Nuova Zelanda con 4.113.
La fascia più economica di questa classifica pone Israele con 2.957 dollari, l’Olanda con 2.300 e l’Italia, buona ultima, con soli ( è proprio il caso di dirlo) 1.600 dollari.
I costi sono una media approssimativa di un percorso universitario standard. L’indagine, quindi, evidenzia inoltre che esistono sistemi di alta formazione gratuiti come in Danimarca, in Estonia, e in Slovenia dove il sistema universitario è gratuito.
Per gli studenti italiani, quindi, l’esigenza di migrare all’estero per perfezionare gli studi non è pressante. L’offerta universitaria italiana abbina qualità a costi decisamente più contenuti, nonostante ci siano paesi dove il sistema è gratuito.
Nel mondo, le rette più care si trovano negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Australia. Decisamente economico è studiare in India dove le tasse universitarie ammontano a 581 dollari, dato che la rende molto attraente se non fosse per una qualità dell’istruzione che la pone all’ottavo posto tra le migliori destinazioni al mondo.
L’Università più cara rimane il MIT (Massachusetts Institute of Tecnology) di Boston con i suoi 45.000 dollari a cui si aggiungono circa 16.000 dollari per spese di contorno. Il MIT, però, è una garanzia di qualità e carriera.
Seguono l’Università di Cambridge dove gli studenti stranieri pagano 38,108 dollari, quindi Harvard e Oxford.
Se guardiamo ai costi di “casa nostra”, all’Università dell’Insubria le tasse prevendono una prima rata di 655 euro e una seconda di 1275. Parliamo di una rata media dato che il calcolo si basa sulla capacità contributiva del nucleo familiare dello studente valutata con l’ISEE e parametrata diversamente in base al CdL di appartenenza dello studente. In linea generale la seconda rata può variare da un minimo di 0 € ad un massimo di 3030 €).
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