Boccia: “Il Paese deve continuare il percorso delle riforme”

Il presidente di Confindustria è intervenuto all'assemblea generale di Univa

Univa2016

È un incipit carico di affetto quello che il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha riservato alla platea degli industriali varesini riuniti per l’assemblea generale a Malpensafiere (Busto Arsizio). «Oggi a Varese mi sento a casa – esordisce Boccia – penso a una città laboriosa, a imprenditori capaci, creativi che hanno raggiunto obiettivi importanti, una punta di diamante dell’economia lombarda. Oggi qui c’è un ponte ideale con Giorgio Fossa che è stato presidente di Confindustria, il primo espressione della piccola industria, con lui abbiamo imparato molto. Penso a Giovanni Brugnoli che mi accompagnerà nella bellissima avventura appena iniziata».

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Boccia si ricollega al tema dell’innovazione e della ricerca introdotto da Roberto Cingolani. «È fondamentale – continua il presidente di Confindustria – per portare la qualità italiana ai massimi livelli nel mondo perché solo chi ha intrapreso la strada della qualità ha superato il guado della crisi. Tante e troppe imprese si trovano ancora in una terra di mezzo e possono scegliere se essere lepri o tartarughe».

Affronta il tema della dimensione di impresa che in Italia significa confrontarsi con il 95%  di micro imprese, realtà con poca governance manageriale, sottocapitalizzate e con scarsa attitudine a integrare le innovazioni tecnologiche. «Quindi – dice il presidente di Confindustria – piccolo è bello in sè, si nasce piccoli ma bisogna crescere. È un imperativo morale verso i lavoratori, la comunità, le imprese stesse e il nostro Paese.

Il sistema Paese deve fare la sua parte e Boccia auspica che si porti avanti con coraggio e determinazione un percorso deciso di riforme costituzionali, istituzionali ed economiche. «Le riforme sono la chiave per accendere il motore dell’economia e per questo dobbiamo puntare a dare un assetto infrastrutturale coerente al nostro Paese. Dobbiamo proseguire lungo il cammino delle riforme che l’Italia ha coraggiosamente intrapreso».

«La modernità di un Paese – conclude il presidente di Confindustria – la si misura anche dalle sue istituzioni dalle regole che lo presidiano, le infrastrutture che lo collegano. Non possiamo pensare di essere lasciati soli nella battaglia per aumentare la produttività. Perché la produttività aumenta se l’ambiente che circonda le imprese è efficiente. Se lo è la pubblica amministrazione, la giustizia, se lo sono le infrastrutture materiali e immateriali».

 

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Pubblicato il 30 maggio 2016
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