Cosmetici, Gadda: «Via libera in Commissione a testo per introdurre certificazione ecologica»
La deputata del Pd: «Si tratta di un provvedimento che riguarda la salute dei cittadini e anche dell'ambiente e garantisce una maggiore trasparenza verso i consumatori»
Una legge per calcolare l’impatto dei cosmetici sull’ambiente, stimolare una cosmesi più green e dare ai cittadini un marchio di certificazione ecologica gestito e garantito dallo Stato. E’ questo l’obiettivo del provvedimento varato dalle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati, di cui è relatrice per la commissione Ambiente la deputata del Partito Democratico, Maria Chiara Gadda.
«Nel nostro Paese è assente una normativa che permetta di misurare cosa e quanto finisce nell’ambiente, fiumi e mari, in seguito all’utilizzo dei prodotti cosmetici – ricorda Gadda. Per questo il collega del Partito Democratico e presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, on. Ermete Realacci, aveva steso una prima proposta che ha dato vita all’iter concluso questa settimana in commissione».
«Si tratta di un provvedimento che riguarda la salute dei cittadini e anche dell’ambiente e garantisce una maggiore trasparenza verso i consumatori, mettendoci al passo con i paesi europei». «È fondamentale, infatti, – prosegue – che quando acquistiamo i prodotti cosmetici, i solari, i prodotti da risciacquo, si possa farlo con consapevolezza e con informazioni precise e ben scritte sulla confezione, relativamente alla dermocompatibilità dei prodotti e anche all’impatto nei confronti delle acque, della flora e della fauna». «Le autocertificazioni non bastano – continua Gadda –, serve una garanzia maggiore che solo un marchio ben delineato può garantire».
Il testo di legge istituisce un marchio italiano di qualità ecologica dei cosmetici, prevedendo che per ogni prodotto sia specificata la composizione, le sostanze non biodegradabili o con potenziale impatto sull’ambiente, sulla pelle e sulla salute eventualmente presenti e in che quantità, l’impatto dell’imballaggio e che siano assenti sostanze vietate dalla normativa vigente.
«Il primo passaggio in Commissione è stato fatto, ora lavoriamo per il voto finale in tempi rapidi» conclude Maria Chiara Gadda.
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