La tela presenta il primo bilancio: “La legalità conviene”

Per il locale confiscato alla 'ndrangheta i primi 6 mesi di attività si chiudono con un fatturato di 200mila euro, un piccolo attivo e la possibilità di un lavoro per 10 persone

la tela

Fatturato di oltre 200mila euro, un piccolo attivo di quasi duemila euro e, soprattutto, una realtà che dà lavoro a dieci persone; sette dipendenti a tempo indeterminato e tre inserimenti lavorativi. È questa dopo sei mesi di attività (5 dicembre 2015 – 5 giugno 2016) la situazione della Tela, l’osteria del buon-essere di Rescaldina, bene sequestrato alla criminalità organizzata. La Tela, oltre ai dipendenti, in questi mesi, è stata anche palestra per gli stage dei centri di formazione professionale (le diverse persone che si sono alternate nel locale in questi mesi sono sempre state in numero di cinque).

«Sono veramente soddisfatto del risultato di questi primi sei mesi della Tela –dichiara il sindaco di Rescaldina Michele Cattaneo–: è la dimostrazione che il progetto è sostenibile e che può tradursi in un autentico guadagno sociale pur basandosi su un’attività, quella della ristorazione, che è per sua natura economica e che deve fare i conti con la concorrenza. Alla Tela sta riuscendo di realizzare la sua vera missione, quella di impresa sociale».

La Tela, come da bando, oltre all’attività di ristorante deve svolgere la funzione di centro di aggregazione e promozione sociale e culturale, una voce nutrita nel bilancio del primo semestre, dove figurano ventiquattro concerti, dieci presentazioni di libri, un ciclo di conferenze sulla legalità con la presenza, fra gli altri di don Luigi Ciotti e Gherardo Colombo, il primo ciclo di psicoaperitivi organizzato con il Comune e il CTA, mostre, corsi, incontri con le classi delle secondarie di primo grado, laboratori artistici per i bambini e ragazzi. Diverse sono state le associazioni del territorio che hanno fatto uso gratuitamente per le loro riunioni degli spazi al primo piano.

«Siamo in linea con le previsioni –dice Giovanni Arzuffi, portavoce della Cooperativa Arcadia–, anzi avevamo preventivato di avere sei assunti nel locale, ma, vista la buona risposta della clientela, siamo saliti a sette. Sono ottimista per il prosieguo dell’anno perché credo che esistano margini di miglioramento; infatti, se la branca ristorante si è subito affermata, quella dell’enoteca non è ancora conosciuta a sufficienza. Ottima è stata l’accoglienza del territorio verso le nostre proposte socio-culturali, che sono state molto differenziate e che hanno quindi incontrato i diversi interessi delle persone adulte così come dei bambini e dei ragazzi».

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Pubblicato il 06 Luglio 2016
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