Al Nuovo “I volti della Francigena”

Lunedì 12 dicembre alle ore 18.00 e alle ore 21.00 due proiezioni del film. Come è nato il documentario ecos’è questo cammino di mistica e natura

Avarie

Dopo il grande successo di pubblico delle proiezioni di ottobre, lunedì 12 dicembre alle ore 18.00 e alle ore 21.00 presso il Cinema Teatro Nuovo di Varese (in Via dei Mille 39) si terranno due proiezioni del film “I volti della Via Francigena“, un documentario italiano indipendente distribuito da Cineama nei cinema di tutta Italia.

Il film racconta i luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino italiano millenario: la Via Francigena.
Il pellegrino nonché direttore di VareseNews, Marco Giovannelli, introdurrà il film.

I volti della Via Francigena è un film documentario sui luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino e che con il cammino hanno stretto un legame viscerale: pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, un’umanità multiforme che rende vivo il percorso.
Tra le persone intervistate si annoverano lo scrittore e psicoatleta Enrico Brizzi, lo storico Giovanni Caselli, il fondatore del Movimento Lento Alberto Conte, il rettore della Confraternita di San Giacomo di Compostela Paolo Caucci von Saucken, l’abate recentemente scomparso Joseph Roduit della millenaria abbazia di Saint-Maurice, e molti altri.
La videocamera ha scavato in profondità negli esseri umani custoditi da questo percorso: circa quaranta persone hanno raccontato la loro esperienza conversando con l’autore. Individui unici diventano testimoni di un itinerario millenario ancora selvaggio, che si affida silenziosamente al loro operato. Le parole dei protagonisti si alternano ad immagini di luoghi meravigliosi che quotidianamente si presentano dinanzi agli occhi: le linee delle montagne valdostane, il verde delle risaie, i colli toscani, pochi esempi di luoghi speciali che conducono dal Colle del Gran San Bernardo a Roma.
Il film vuole narrare e dare visibilità ad un itinerario tanto sconosciuto quanto affascinante. Attraverso i racconti dei protagonisti vuole spiegare che cosa significhi intraprendere un cammino, prendersi cura di persone che dal giorno seguente non rivedrai più, fare del volontariato per permettere a viandanti sconosciuti di camminare in sicurezza e libertà attraverso i sentieri.
Il film tocca grandi temi quali la storia e l’evoluzione del percorso, le spinte spirituali e religiose che portano a compiere il primo passo e infine il grande lavoro svolto lungo la Via, capace di mantenerla viva.

COM’E’ NATO IL DOCUMENTARIO
Il progetto è stato pensato e realizzato da Fabio Dipinto, filmmakertorinese classe 1989, appassionato di cammini che si è buttato in questa avventura con grande passione e con la volontà di far conoscere a tutti questo splendido itinerario. Fabio ha percorso il cammino di Santiago nel 2012, un’esperienza che ha cambiato in meglio la sua vita e che lo ha portato a promettersi che un domani avrebbe realizzato un film sul cammino. Entrato a conoscenza del percorso italiano, non ci ha pensato due volte ad iniziare questo viaggio con grande speranza e determinazione. L’autore, camminando lungo la Via Francigena italiana, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, ha filmato per sei settimane le realtà incontrate giorno dopo giorno.
La passione per il cinema documentario, per il reale e per il racconto di storie autentiche lo hanno fatto camminare per mille chilometri in compagnia dei ragazzi di Sloways, che si stavano occupando di aggiornare la segnaletica dell’intero percorso.
Camminare lungo la via Francigena è per alcuni un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi. Un viaggio che permette di allontanarsi dalla frenesia delle metropoli in cui viviamo e riscoprire il sapore delle cose semplici. Un viaggio che consente di attraversare l’Italia da nord al centro, passando per città magnifiche e antichi borghi dimenticati che hanno mantenuto l’autenticità del tempo che li ha originati.
Il film, patrocinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, è stato realizzato grazie al contributo dell’Associazione stessa, del tour operator Sloways e tramite il crowdfunding lanciato sulla piattaforma Eppela, che ha permesso di coprire i costi relativi alla postproduzione del film.

LA VIA FRANCIGENA
L’antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia è stata riscoperta dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo un percorso splendido e sorprendente. Milleottocento chilometri da Canterbury a Roma, per proseguire poi verso il Sud Italia, il Mediterraneo, Gerusalemme.
Dal 2001 l’Associazione Europea delle Vie Francigene coordina lo sviluppo e la valorizzazione di un itinerario che attraversando l’Italia e l’Europa ripercorre la storia del nostro continente. Le Vie Francigene nel Sud D’Italia uniscono l’Occidente all’Oriente, il cristianesimo al paganesimo, l’Età Antica al Medio Evo. Un itinerario trasversale, tra basolati romani ed antichi tratturi, templi pagani, imponenti cattedrali e santuari cristiani, dolci panorami collinari e aspri passaggi montani.
I primi documenti d’archivio che citano l’esistenza della Via Francigena risalgono al IX secolo e si riferiscono a un tratto di strada nell’agro di Chiusi, in provincia di Siena, mentre nel X secolo il vescovo Sigerico descrisse il percorso di un pellegrinaggio che fece da Roma, alla quale era giunto per essere ricevuto dal Pontefice il “pallium”, per ritornare a Canterbury, su quella che già dal XII verrà largamente chiamata Via Francigena. Il documento di Sigerico rappresenta una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione europea in epoca medioevale, ma non esaurisce le molteplici alternative che giunsero a definire una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino percorreva a seconda della stagione, della situazione politica dei territori attraversati, delle credenze religiose legate alle reliquie dei santi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2016
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