Il credito per le pmi rimane in rosso

Analisi di Confartigianato sul trend dei finanziamenti bancari alle imprese: segno meno per le aziende sotto i 20 dipendenti Solo in parte riassorbito del 2015 (da -5,6% a – 4,6%). Galli: «Fattore-fiducia per invertire la tendenza»

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Se prima il credito andava in ottovolante, ora si è passati all’altalena. Ma si continua a ballare e i piedi a terra ancora non ci sono. Il tema è caldo, sempre sentito dalle imprese ma meno dagli istituti di credito, e la diminuzione dei finanziamenti continua a preoccupare il tessuto imprenditoriale. Quello dei Piccoli. I dati della Banca d’Italia, relativi al mese di ottobre, indicano uno stock di 200.565 milioni di euro di finanziamenti concessi al totale delle imprese lombarde – società non finanziarie e famiglie produttrici – al netto delle sofferenze. Il 13,1% dei finanziamenti, pari a 26.206 milioni di euro, sono erogati a favore di imprese con meno di 20 addetti. Rispetto al mese di settembre 2015, i finanziamenti alle piccole imprese scendono in ottica tendenziale del 4,6%, dinamica opposta rispetto a quella rilevata per le imprese con oltre 20 addetti (+0,1%).

Nel mese di settembre 2016 sembrava che la situazione potesse migliorare. Poco entusiasmo ma una piccola speranza: in Lombardia, alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti la concessione di credito è passata dal -5,6% del 2015 al -4,6% di quest’anno. Tra le dodici provincie lombarde, in 9 si era registrato un miglioramento della dinamica tendenziale dei prezzi che, seppur negativa, risultava meno accentuata a quella rilevata un anno fa. Varese è passata dal -6,7% del 2015 ad un -3,8% del 2016. E a migliorare sono state anche Milano (da -4,7% a settembre 2015 a -2,9% a settembre 2016), Lecco (da -8,0% a settembre 2015 a -6,2% a settembre 2016), Monza-Brianza (da -8,0% a settembre 2015 a -6,7% a settembre 2016), Bergamo (da -5,4% a settembre 2015 a -4,3% a settembre 2016), Brescia (da -5,7% a settembre 2015 a -4,7% a settembre 2016), Sondrio (da -5,4% a settembre 2015 a -4,6% a settembre 2016), Pavia (da -3,4% a settembre 2015 a -2,7% a settembre 2016) e Lodi (da -7,4% a settembre 2015 a -4,4% a settembre 2016).

Cantare vittoria non si può. Se infatti guardiamo allo stock di credito alle imprese a fine settembre 2016, ad esclusione del territorio di Milano che registra una dinamica positiva dei finanziamenti alle imprese (+4,4%) tutte le altre 11 province lombarde registrano una diminuzione anche importante: Monza-Brianza (-1,3%), Varese (-2,7%), Cremona (-3,1%), Lodi (-3,1%), Bergamo (-3,3%), Sondrio (-4,2%), Lecco (-4,8%), Brescia (-4,9%), Como (-5,7%), Pavia (-7,2%) e Mantova (-16,3%).

Il trend provinciale è confermato da quello nazionale. Infatti persiste l’andamento negativo dei prestiti all’artigianato con 43,5 miliardi di euro in diminuzione, rispetto al 2015, di 2,7 miliardi, pari al -5,8%. La forbice sui quattro anni, dal 2012 al 2016, presenta un dato angosciante: i prestiti all’artigianato si sono ridotti complessivamente del 18,4%, pari a 9,8 miliardi di euro in meno, un calo quasi doppio rispetto a quello registrato dal totale imprese (-10,4%). Ma c’è di più ed è ancora peggio: da un lato calano i presti alle imprese artigiane e dall’altro peggiorano, sempre per il mondo delle micro e piccole imprese, le condizioni di accesso al credito. La percentuale netta dei Piccoli che riportano difficoltà di accesso al credito è pari a -2, mentre il saldo per le medio-grandi imprese è positivo con un +5. Nel dettaglio, a registrare un peggioramento è il 12,8% delle piccole imprese. Nell’analisi di lungo periodo si osserva che le condizioni di accesso al credito sono generalmente migliori per le medio-grandi imprese dallo scoppio della crisi del debito sovrano italiano (dicembre 2011).

«Alcuni potranno anche parlare di ripresina – dichiara Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese – ma se nel motore non ci si mette la benzina, la macchina non si muove. E sulle salite di questa crisi, il carburante del credito è fondamentale. A fare la differenza, però, è il fattore fiducia. E le banche si fidano delle imprese se queste sanno presentare i loro punti di forza, se sanno gestire le loro finanze, se riescono a fornire un quadro esaustivo di quello che sono e di quello che sanno fare. I risultati ottenuti nel 2016, con i 112 check up finanziari realizzati dai nostri professionisti, ci dicono che gli imprenditori sono sempre più sensibili sul tema. E’ per questo che la Camera di Commercio di Varese ha deciso di prorogare il contributo per la richiesta della consulenza finanziaria da parte delle aziende. La domanda, infatti, potrà essere presentata fino al 30 aprile 2017».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2016
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