L’attenzione per il Del Ponte si allarghi anche al Circolo

Dopo la notizia della richiesta del Consiglio regionale in favore del polo materno infantile, Pier Fausto Vedani rilancia la necessità di un intervento a sostegno dell'ospedale varesino

Consiglio regionale

È noto che con un ordine del giorno presentato da Raffaele Cattaneo e firmato anche da Luca Marsico, Emanuele Monti, Luca Ferrazzi, Alessandro Alfieri e Claudio Pedrazzini il consiglio regionale abbia chiesto alla giunta di assegnare 18 milioni di euro al nuovo polo materno infantile dell’ ospedale Del Ponte e di completare i lavori del terzo lotto.

È possibile che l’iniziativa, comunque già programmata, sia stata abilmente presa nella scia della valutazione su scala nazionale da parte della Agenzia nazionale che analizza la situazione sanitaria del Paese e che ha collocato ai vertici proprio il Del Ponte per la sua avanguardia nei campi scientifici e assistenziali della maternità.
Traguardi raggiunti e mantenuti nonostante le recenti avare gestioni imposte dalla centrale lombarda della sanità.

Che il consiglio regionale si sia fatto carico dell’iniziativa è una notizia bellissima, è un segnale di riscossa atteso da lungo tempo, tra le migliori di fine anno, un regalo fatto alla città assieme a quello dell’assoluzione da parte dei giudici milanesi del varesino Lucchina, megadirettore della sanità lombarda : nulla c’entrava nell’affare Maugeri che è costato, al momento, anni di carcere a Formigoni.

Adesso si spera che la squadra dei regionali varesini continui nel recupero della passata dignità nella gestione della salute pubblica del Nord Ovest, casa nostra, per il tramite di ospedali restituiti alla loro piena funzionalità, in primis il Circolo, oggetto negli anni di inaccettabili depotenziamenti. Non a caso nelle classifiche della sanità italiana spicca infatti una immeritata vergogna varesina: il Pronto Soccorso del Circolo è infatti la maglia nera dei ricoveri, avendo la barellaia più .. attiva in campo nazionale.

Il riscatto della pubblica assistenza sanitaria pilotato dai consiglieri regionali con la collaborazione attivissima di sindaci, giunte e consiglieri dei comuni del territorio non richiederebbe rivoluzioni, rivolte o processi ma solo ricerche, analisi e valutazioni obiettive relative ai pregressi percorsi e alle scelte di fondo sicuramente non consoni alla situazione in atto.Colpi di timone inaspettati, nevrotici che oggi la comunità paga duramente sentendosi tra l’altro presa in giro a volte da predicatori di una sanità che essi penosamente spacciano come perfetta dopo averla gambizzata.

Maglia nera per i ricoveri al Pronto Soccorso, uno dei migliori in assoluto per preparazione di medici e infermieri e pure di mezzi: il PS paga dazio perché l’accoglienza e la cura nei reparti sono inadeguate o addirittura molto difficili: infatti per più di un terzo dell’anno bastano a volte dei semplici turni di ferie del personale perché il numero dei letti e l’assistenza diventino problemi.

La pianificazione lombarda della sanità pubblica, almeno per quanto riguarda i nostri territori, mi ricorda i grotteschi fallimenti dei piani quinquennali di Stalin che a monte avevano alte impostazioni ideologiche e teoriche dell’economi ma erano poi destinati a franare nell’impatto con la realtà.

Oggi, con il ritorno a iniziative di tutela dei cittadini da parte della nostra politica occorrono chiarezza, trasparenza, verità e anche tanto buon senso.

La crisi è grande, non solo le Regioni ne soffrono, occorre allora concertare un piano di rientro in ordine ai posti letto e al personale per evitare in futuro che i ricoveri al Circolo non siano spesso sofferte attese e disagi per i pazienti e le loro famiglie. Se si continua come oggi e negli scorsi anni si finirà con i magistrati e i carabinieri invocati per la tutela della salute.

Ci dovranno essere giorni migliori in particolare per la parte più debole della comunità. Nella quale è presente e ha gli stessi diritti dei neonati del Del Ponte, la grande famiglia degli anziani. Gente che nei suoi anni giovani ha gettato le basi di una Varese solida e affermata.

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Pubblicato il 27 dicembre 2016
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