Violentate sin da piccole dal nonno, il dramma di due sorelle

L'indagine del commissariato ha fatto scoprire l'orrore dell'anziano parente che approfittava del rapporto di affetto per abusare di loro. Ora è agli arresti domiciliari (per problemi di salute)

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Si era confidata con i professori dopo anni di abusi, iniziati quando lei e la sorella erano ancora alle scuole elementari e scambiavano le pratiche sessuali a cui le sottoponeva il nonno per affetto o per un gioco.

Col passare degli anni e con la scoperta della sfera sessuale avevano capito che quello non era amore ma vera e propria violenza anche perchè, una volta caduto il velo, quel nonno orco le avrebbe anche minacciate, picchiate e ingiuriate perchè non rivelassero quel segreto.

L’uomo è stato indagato per violenza sessuale aggravata dal Commissariato della Polizia di Stato e dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio e sottoposto agli arresti domiciliari, solo per una questione di età.

I poliziotti di via Ugo Foscolo erano venuti a conoscenza della vicenda negli scorsi mesi, quando la direzione dell’istituto scolastico frequentato da una delle vittime aveva segnalato la probabile situazione di disagio vissuta dalla studentessa.

Subito erano state avviate indagini e accertamenti, che hanno effettivamente portato alla luce una lunga serie di gravi abusi ai quali entrambe le sorelle, residenti in un comune della Valle Olona, sono state sottoposte per un lungo periodo di tempo, da quando cioè frequentavano le scuole elementari e per diversi anni.

Il loro aguzzino era il nonno, alle quali le ragazzine venivano affidate dagli ingnari genitori, che le ha indotte a subire e a compiere atti sessuali approfittando prima della loro ingenuità e del rapporto affettivo che comunque le legava al congiunto, e in seguito ricorrendo anche a ingiurie, minacce e percosse per costringerle a sottostare alle sue richieste e a non rivelare il terribile segreto.

Solo l’età avanzata e il precario stato di salute dell’indagato hanno indotto la Procura (pm  Nicola Rossato) e il Gip (Nicoletta Guerrero) a risparmiargli il carcere disponendone la detenzione in casa.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2016
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