Sono le persone a fare il cambiamento

Industria 4.0, imprese e innovazione al centro di un ciclo di incontri di Univa aperti a Mustonate da diversi protagonisti tra cui Eolo, che lancia la connessione a 100 Mb

Varese generiche

Sono le persone al centro del cambiamento e delle trasformazioni del mondo economico. Parte da un qui il ciclo di iniziative dell’Unione degli industriali della provincia di Varese sulle frontiere dell’innovazione.

«La trasformazione digitale è già presente e il modo di fare impresa è già cambiato» dice in apertura Marco De Battista. «Dobbiamo guardare un campo di gioco più allargato e non la palla, come recita il titolo del libro di Gullit in vendita di questi tempi parlando di calcio, ma che bene si adatta ai cambiamenti in materia di economia. Nel prossimo futuro in provincia di Varese dovremo fare investimenti tra i 224 e i 336 milioni di euro per stare al passo con la Germania. Dovremo fare attenzione a tutti gli elementi di contesto in cui si muove l’industria 4.0».

Imparare, disimparare e reimpostare sono gli elementi fondanti per i nuovi letterati come scriveva Alvin Toffler. Una definizione che secondo Di Battista ha grande valore anche per chi opera nel mondo economico oggi. «Il lavoro cambierà profondamente – racconta Maurizio Melis del Sole 24ore – difficile prevedere cosa succederà con Industria 4.0 dove al centro ci sono le informazioni e non solo le automazioni. Questo è il primo spiraglio positivo con grandi opportunità per le Pmi italiane perché con il digitale è più facile accedere alla conoscenza».

«Industry 4.0, un mondo digitale e interconnesso, è nata in Germania ma in Italia mi guardavano malissimo quando ne parlavo. Oggi c’è molta confusione ma anche entusiasmo» racconta Alessandro Troian, ingegnere e manager di Kpmg. « In Italia le scelte del Governo non sono state dirigistiche. Il piano Calenda prevede un impegno per 20 miliardi su diverse direttrici a partire dalla leva fiscale. Nei primi sei mesi del 2017 c’è stata una crescita degli investimenti tra il 9 e l’11,6%. Il piano ha dato una smossa anche se è conosciuto dal 75,8% secondo una nostra indagine. Per il 44% non ha avuto alcun impatto. Le imprese che avranno un maggior impatto sono quelle di grandi dimensioni anche se ne beneficeranno anche le piccole. Il digitale oggi è la nuova elettricità e occorre passare dalla visione del singolo prodotto a quello del sistema. Questo richiede l’introduzione di un nuovo modello organizzativo e di business».

La seconda parte dell’incontro è passato dai dati e le analisi all’economia del territorio con Riccardo Comerio, presidente di Univa, e Luca Spada, Ceo e presidente di Eolo, che sul palco con Maurizio Melis hanno parlato dei cambiamenti che stiamo vivendo.

«I progetti di Industria 4.0 hanno riguardato molto l’efficienza produttiva a supporto delle esigenze del cliente. Si sono abbattuti tempi e distanze» spiega Riccardo Comerio. «Il piano Calenda finalmente va oltre un breve orizzonte temporale perché prevede tempi lunghi. Varese sta lavorando molto e avremo uno dei Digital innovation hub, inoltre si sta facendo anche un buon lavoro per la formazione grazie anche agli incentivi previsti dalla legge di bilancio. Noi partivamo da un gap formativo per quel che riguarda l’istruzione tecnica che veniva considerata minore di quella accademica. Stiamo investendo molto con progetti come generazione d’industria e anche gli ITS che stanno funzionando benissimo con tassi di occupabilità vicini al 100%».

Tutto il tema del cambiamento digitale parte da servizi essenziali come la connessione. «Siamo figli della rete – afferma Luca Spada – Internet ha democratizzato la possibilità della conoscenza. Nasciamo in questo contesto e abbiamo portato la connettività dove nessuno arrivava. Il passaggio attuale è quello di portare 100 Mb fuori dalle città. Varese sarà il territorio test e quindi anche i paesi più piccoli avranno le opportunità pari a quelli grandi. Anche per noi è importante investire ancora di più in formazione. Lo stiamo facendo con ottimi risultati».

Il lavoro è un altro punto delicato rispetto ai cambiamenti in corso. «Oggi tutti ci rendiamo conto delle trasformazioni. Il luogo e il tempo hanno caratteristiche diverse e investono il ruolo del lavoratore che diventa ancor più centrale rispetto al passato. Cento anni fa una persona decideva e 99 eseguivano. Oggi è sempre più il team ad esser coinvolto nella gestione. Il vecchio modello che prevedeva una vita lavorativa e poi una “reale” è superato e dobbiamo riconsiderare il modo di vedere il lavoro».

Per Melis è la «fine dell’alienazione del lavoro», un tema che impatta sulla responsabilità sociale dell’impresa e che secondo Spada «ha portato tanti benefici ai lavoratori che possono trovare ambienti migliori e più accoglienti». «Quello che manca – secondo Comerio – è il sistema Italia e nei prossimi mesi speriamo di non doverne vedere il peggio. Abbiamo la capacità di farci il male da soli. Siamo la seconda economia in Europa ma non ne parla nessuno. Dovremo avere maggiore rispetto per il mondo delle imprese e del lavoro».

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Pubblicato il 12 Dicembre 2017
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