Da scarto a regalo: i fondi del caffè si trasformano grazie all’idea di un bustocco

Filippo Zambrelli ha vinto il concorso di De’Longhi per i giovani designer con il progetto Pensiero: "Trasformiamo uno scarto in un regalo, un pensiero per il futuro"

filippo zamberelli

Filippo Zambrelli, giovane studente del Politecnico di Milano che viene da Busto Arsizio si è aggiudicato il primo posto del contest “Progetto Simbiosi, De’Longhi per i giovani designer” con il progetto “Pensieroun prodotto complementare che consente il riciclo dei fondi di caffè realizzato insieme a due suoi compagni di corso Davide Parenti e Federico Zagatti.

Di cosa si tratta? Semplice: dopo aver preparato il caffè questo viene versato in tazze biodegradabili Vipot fornite a ciascun ospite, il filtro viene poi rimosso dalla macchinetta e inserito all’interno di Pensiero che lo scompatta e lo asciuga. Una volta terminato questo processo il fondo asciutto è dosato, posto nella tazzina di ciascun invitato, coperto da un tappo e la tazzina viene regalata ad ogni commensale che può piantarla direttamente nel terreno. Da questa tazzina biodegradabile nascerà una piantina (differente a seconda della sementa utilizzata).

«Abbiamo cercato l’ispirazione nei rapporti tra uomo e natura, all’interno di una visione ben definita di rispetto per il nostro pianeta e di ecosostenibilità. L’idea alla base è proprio quella di cercare di vedere i processi produttivi e l’utilizzo di un oggetto di uso quotidiano sotto un nuovo profilo oggi più che mai necessario. Così da trasformare uno “scarto” come il fondo del caffè in un regalo, un pensiero per il futuro» ha dichiarato Filippo spiegando il suo progetto.

Questo, insieme agli altri 13 prototipi sono stati esposti in una mostra gratuita e aperta al pubblico e ha rappresentato il punto di arrivo del Progetto, partito a novembre 2016 e pensato per valorizzare le eccellenze del Made in Italy, sensibilizzando i giovani, stimolandone la creatività e permettendo loro di avvicinarsi alle culture artigianali e alle eccellenze manifatturiere del territorio italiano. Il Progetto Simbiosi, partito nell’ottobre 2016, chiedeva agli studenti di 10 tra i più importanti ed accreditati Istituti, Atenei ed Accademie di design italiani di concorrere alla configurazione di nuovi prodotti o al restyling di prodotti già esistenti, proponendo alternative estetico/formali, di utilizzo, di materiali e di fruizione, di alcuni tra gli oggetti d’uso domestico più utilizzati in cucina: dalle macchine per caffè (manuali o superautomatiche) ai bollitori, dai toaster ai montalatte, senza escludere tutti gli accessori ad essi correlati come tazzine, lattiere, ecc…

Il lavoro degli studenti, spesso inserito anche nel piano di studi, è stato anticipato da un percorso itinerante realizzato da un pool di professionisti dell’azienda De’Longhi che ha incontrato, in 4 mesi, gli studenti partecipanti al contest per trasmettere loro la cultura industriale e i saperi artigianali del territorio veneto. Risultato degli incontri è stata la realizzazione, da parte degli allievi, di circa 280 elaborati – tra relazioni, video e storytelling – che si sono poi concretizzati in 66 progetti definitivi giudicati da una giuria d’eccezione composta da sei membri autorevoli: l’architetto Mario BelliniSam Baron direttore del dipartimento design Fabrica, Francesco Morace, sociologo e saggista, Simone Panfilo co-fondatore di Lovedesign, e presieduta da Fabio De’Longhi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2017
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