Gas puzzolente per rubare i gioielli

La Polizia cantonale lancia l'allarme dopo la tentata truffa ai danni di un'anziana e raccomanda di sospettare sempre degli addetti che si presentano alla porta con scuse fantasiose

Avarie

La fantasia dei truffatori non ha limti. La Polizia cantonale ticinese lancia un allarme per una nuova versione della classica “truffa dell’acqua potabile“.

E’ successo ieri a Castione, nel Bellinzonese, dove un falso addetto ha cercato di rubare a casa di un’anziana.

“La tecnica è ormai conosciuta – spiegano i responsabili della Polizia cantonale – dopo aver suonato alla porta,  richiedono di dover procedere al controllo del contatore dell’acqua o delle tubature per verificare eventuali malfunzionamenti. Dopo essere entrati in casa, invitano ad aprire un rubinetto dell’acqua della cucina o dei bagni e subito dopo questa persona sparge un gas maleodorante nell’ambiente. Richiedono poi di racimolare i gioielli ed il denaro in un punto della casa per evitare che si corrodano e poi dopo aver atteso il momento più propizio rubano i valori e si dileguano. In questo caso il truffatore era in contatto radio con un’altra persona, con la quale conversava in italiano».

Fortunatamente la sana diffidenza dimostrata dalla signora e la sua intenzione di allertare la polizia hanno poi fatto fuggire il malvivente, di cui la polizia ha reso noti i connotati: età apparente 20/25 anni, di corporatura snella, altezza circa 180 cm, capelli corti scuri, carnagione chiara. Vestiva jeans blu e un giacchetto blu leggero e una camicia blu a quadri. Si è espresso in italiano senza accenti particolari.

La Polizia cantonale rinnova l’annuncio di prestare attenzione ai falsi impiegati delle aziende dell’acqua potabile che si presentano al domicilio per controlli.

«Cogliamo nuovamente l’occasione per ripetere i principali consigli di prevenzione da adottare in questi casi – conclude la nota della Polizia cantonale – Assolutamente non far entrare la persona sconosciuta che si presenta alla porta, prima di aver controllato la tessera identificativa, se non già mostrata, e prestare attenzione a chiedere alla persona il numero di telefono dell’azienda o del proprio superiore e procedere alla verifica sull’attendibilità del controllo che dicono di voler fare; non mostrare o raccogliere i valori o il denaro come richiesto da questi falsi impiegati; non lasciare che sia il falso impiegato a chiamare il suo superiore perché potrebbe mettervi in contatto con un complice. Verificare che il numero che vi ha dato, corrisponda all’azienda o ente per cui dicono di lavorare».

In caso di sospetti è importante chiedere subito l’intervento di una pattuglia oppure di un famigliare o conoscente che aiuti in queste verifiche.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Maggio 2018
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