Case vacanza e affitti brevi, l’obbligo del codice “Cir” fa discutere

Da una parte la necessità di regolare un settore in grande espansione dall'altra le difficoltà dei proprietari. Dal primo novembre in Lombardia questo codice dovrà essere presente in tutti gli annunci

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In Lombardia, a partire dal primo novembre tutti gli annunci, cartacei o digitali, come ad esempio quelli del portale Airbnb, dedicati agli affitti brevi dovranno essere accompagnati dal codice “CIR“.

Che cos’è il CIR – Il Codice Identificativo di Riconoscimento è una sorta di codice fiscale delle case vacanza che deve essere indicato sugli annunci utilizzati per pubblicità, promozione e commercializzazione dell’offerta degli immobili per le vacanze. La disciplina amministrativa del CIR applica la legge regionale n. 7 del 25 gennaio 2018 che ha modificato la legge regionale n. 27 del 1 ottobre 2015 ‘Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo’. Il CIR attesta che il percorso amministrativo di regolarizzazione delle case e appartamenti per vacanze (CAV) è stato completato, ovvero che il gestore ha inviato la comunicazione di inizio attività al Comune di competenza e che ha acquisito le credenziali di accesso al Sistema regionale per la gestione della trasmissione dei flussi turistici ‘Turismo5’.

Il ricorso al Tar – La normativa è stata oggetto di un ricorso al Tar dell’associazione dei proprietari degli alloggi dati in locazione turistica (Pro.Loca.Tur.) che ha impugnato dinnanzi al giudice amministrativo della Lombardia la delibera della Giunta Regionale che ha introdotto l’obbligo di chiedere e di pubblicare il codice sugli annunci degli alloggi offerti in locazione. Il tribunale, con ordinanza del 24 ottobre 2018, non ha disposto la sospensiva dell’efficacia dell’atto ma ha “ritenuto che le esigenze cautelari siano tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito e anche in considerazione del fatto che la decisione di costituzionalità in ordine alla norma legislativa regionale contestata è prevista per la data del 5 marzo 2019” e ha fissato l’udienza per la discussione sul merito per il 20 marzo 2019.

Regolare un settore in crescita esponenziale – Per l’assessore regionale al turismo Lara Magoni regolare in modo specifico un settore in grande espansione come quello degli affitti brevi è oggi fondamentale e ha invitato il Governo a fare altrettanto. “Esprimo la mia soddisfazione per la decisione del Tar sia perché è confermata la bontà dell’operato di Regione Lombardia sia perché può consolidarsi quel percorso di trasparenza e tutela del mercato delle locazioni a finalità turistica, mercato divenuto così rilevante negli ultimi anni. Va anche precisato che sulla questione è in Corte Costituzionale il giudizio di legittimità promosso dal Governo e per la quale è già fissata udienza di decisione per il marzo prossimo”.

Perché fa discutere – Regione Lombardia potrebbe, in teoria, già dal prossimo 1 novembre 2018 applicare le sanzioni previste per chi ometta di indicare il CIR nel proprio annuncio e per i portali che pubblichino annunci privi del CIR. Tuttavia, spiega il notaio Fabio Diaferia, presidente di Pro.Loca.Tur., l’associazione dei proprietari di alloggi in locazione per finalità turistiche, «Regione Lombardia non ha previsto una procedura per la richiesta del CIR da parte dei proprietari che danno in locazione i propri alloggi ai sensi della legge 431/1998 (locazione turistica) o del d.l. 50/2017 (locazione breve), ma l’ha prevista solo per i gestori delle strutture ricettive di cui all’articolo 26 della legge regionale 27/2015 (cosiddette “cav”). I proprietari e i portali rischiano quindi di essere sanzionati per la mancanza di un codice che non hanno la possibilità di richiedere o di vedersi cancellati gli annunci privi del CIR da parte dei portali, prosegue Diaferia. A fronte di eventuali sanzioni, e stante la pendenza dei giudizi dinnanzi alla Corte Costituzionale e al TAR, ai proprietari non resterebbe altro da fare che presentare altri ricorsi, sollevando la stessa questione di costituzionalità, già sollevata dal Governo in via principale e da Pro.loca.tur in via incidentale. Se poi la Corte Costituzionale dovesse dichiarare l’incostituzionalità della legge regionale 7/2018 (che ha introdotto il CIR nella legge 27/2015) o il TAR dovesse accogliere il ricorso di Pro.loca.tur, i proprietari e i portali che fossero stati sanzionati o che avessero sostenuto delle spese per ricorrere contro le sanzioni, avrebbero titolo per chiedere il risarcimento dei danni. Nei confronti di chi avesse materialmente irrogato le sanzioni potrebbe poi ipotizzarsi anche il danno erariale».

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2018
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  1. Scritto da Marcella Codini

    Ricordiamo ai proprietari che affittano case o appartamenti pubblicando annunci su Airbnb, Booking o altri portali, che su Facebook è attivo il gruppo Airbnb Host Varese Malpensa Laghi dove si possono trovare informazioni sia sull’obbligo del Cir che entra in vigore dal 1 novembre, sia sui diversi adempimenti burocratici previsti dalla normativa per chi affitta per periodi brevi (fino a 30 giorni). Su questi argomenti il gruppo, che si è già fatto promotore di altri eventi in passato, ha intenzione di organizzare nei prossimi mesi un momento di formazione in collaborazione con l’Associazione Host Italia.

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