Continuano le indagini sull’asse Gallarate-Bulgaria

Il Comune da un anno ha un credito di 87mila euro con la manifestazione "Summer festival", un legale sta cercando di recuperare i soldi a Sofia. Ancora da chiarire quanto costerà l'operazione e, soprattutto, quanto si recupererà

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Continua la “caccia” ai soldi del Summer Festival. Una vicenda aperta ormai da oltre un anno e che ora si muove sull’asse Gallarate-Sofia, dove il legale incaricato dal Comune si sta muovendo da qualche mese per cercare di ottenere quanto dovuto dalla compagnia assicurativa (sospesa) Nadejda Insurance.

Il tema è ritornato in evidenza con una interrogazione del Partito Democratico, che sul tema ha chiesto aggiornamenti man mano nel corso di quest’ultimo anno.

In realtà di novità non ce ne sono molte, fin qui. A partire dai soldi recuperati: «Alla data attuale non sono state recuperate nuove somme» ha relazionato l’assessore alle Attività produttive, Claudia Mazzetti.
Il Comune di Gallarate “aspetta” ancora 87.500 di mancato incasso e si sta muovendo su due binari, verso l’organizzatore del festival – la Mec srls di Luca Pagano – e verso la compagnia assicurativa, la Nadejda Insurance.

«Qui in Italia è programmato il completamento della procedura esecutiva nei confronti del legale rappresentante della Mec con la notifica di pignoramento al titolare dell’azienda» ha continuato Mazzetti. Ora: su questo fronte il problema resta capire cosa si possa cavare da una società a responsabilità limitata semplificata, con capitale sociale minimo. Del resto, non a caso il Comune aveva pensato anche a una fideiussione, a copertura del consistente incasso previsto, superiore ai 100mila euro.

E qui, appunto, si apre il secondo fronte: «In Bulgaria è stata effettuata una ricerca di beni pignorabili di proprietà della società di garanzia bulgara», appunto la Nadejda Insurance, che però è sospesa dalle autorità di garanzia dall’estate del 2017 e su cui c’erano segnalazioni da novembre 2016. E qui a che punto siamo? «La stessa risulterebbe da una prima analisi intestataria di beni immobili e non soggetta a liquidazione coatta o altra procedura da parte dello Stato». Elementi, questi, in parte già emersi nei mesi scorsi, quando l’opposizione aveva chiesto di fare il punto sulla vicenda.

C’è però anche un altro aspetto. E cioè che a sua volta anche questa “caccia” ai soldi mai versati sta costando. Quanto? Su questo  non c’è ancora una risposta, neppure nella fase attuale: «Si sta procedendo a verificare le spese da affrontare per il recupero della somma in Bulgaria» ha concluso Mazzetti, dicendo che «è un’analisi complessa e ancora in corso».

«La vicenda fa quasi sorridere, ma qui c’è un problema è di responsabilità contabile dell’ente» ha commentato il consigliere d’opposizione Giovanni Pignataro, che sta seguendo la vicenda per il Pd. «Come dicevamo nella primavera scorsa rispondendo alle dichiarazioni del sindaco, il problema non era avere un titolo eseguibile: il problema è l’effettiva solvibilità dei soggetti coinvolti», vale a dire appunto la possibilità di ottenere decine di migliaia di euro da Mec o Nadejda. «Incredibile poi che non si riesca a capire quanto ha speso fin qui il Comune, lo verificheremo a partire dagli atti».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2018
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