Irrompe in casa della ex: sei mesi di reclusione

La donna rimette la querela per alcuni schiaffi subiti. Lui: “Ho solo preso mio figlio perché c’era una pipa da crack sul tavolo»

Avarie

Bisticci che si incancreniscono fino a far sfaldare la coppia e a far uscire il peggio.

Anche se si vive in case diverse. Ance se ci sono di mezzo figli piccoli.
In un contesto di questo genere è maturata da parte del giudice di Varese la decisione di condannare un uomo residente nel Luinese per violazione di domicilio nonostante lui risultasse ancora affittuario dell’appartamento dove si era stabilita a viver la compagna, assieme al figlio minore.

Una sera di qualche anno fa l’uomo – oggi comparso in tribunale nella “gabbia” perché detenuto per maltrattamenti in famiglia – si recò in quella che era la sua abitazione ed è accusato di aver di fatto sfondato la porta e preteso di prelevare il figlio per portarlo nella casa della nonna, dove si era trasferito.

Cosa che avvenne «anche perché una volta entrato in casa sul tavolo della cucina era presente una bottiglia di plastica preparata per fumare cocaina», ha spiegato in aula.
Poi qualche schiaffo all’ex compagna – che ha rimesso oggi la querela – e l’abbandono della casa in compagnia del figlio.

La condanna per violazione di domicilio – a cui la difesa ha tentato di opporsi sostenendo che ai tempi dei fatti l’uomo era coaffittuario dell’immobile – è arrivata: 6 mesi di reclusione.

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Pubblicato il 31 ottobre 2018
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