La Cgil di Varese si schiera con gli immigrati

Al 17mo congresso provinciale Umberto Colombo dedica l'incipit della sua relazione a Emmanuel lavoratore vittima di un recente episodio di razzismo. «Questo è il frutto di un clima avvelenato. Ci preoccupa l’esasperazione creato anche da chi ha responsabilità istituzionali»

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È il tema degli immigrati a tenere banco al diciassettesimo congresso provinciale della Cgil. L’incipit della relazione del segretario provinciale, Umberto Colombo, è stato dedicato a Emmanuel , un lavoratore immigrato, discriminato da un cliente sul posto di lavoro, e Martina, la sua collega, che ha reagito e non lo ha lasciato solo. «Questo è il frutto di un clima avvelenato che c’è anche a Varese – ha detto Colombo -.  Ci preoccupa l’esasperazione creata anche di chi ha responsabilità istituzionali».

Non poteva mancare un riferimento a Mimmo Lucano, «oggetto di un attacco mediatico perché Riace è un modello di convivenza e integrazione», e il parallelo con il sindaco di Comerio Silvio Aimetti – intervenuto al congresso -, esempio in provincia di Varese di un modello di accoglienza efficace. «Lo sguardo va allargato ai figli dei migranti – continua  Colombo -. Dobbiamo insistere su un’Europa dei diritti sociali, antidoto alla deriva sovranista, perché oggi intere generazioni sono condannate alla povertà». E a salvarle non saranno «illusori click di una finta democrazia diretta».

Colombo non è stato tenero con il Governo Conte. «Un buon nome non fa un decreto» ha incalzato il segretario della Cgil, riferendosi al decreto dignità che «solo in parte» va nella direzione auspicata dal sindacato.  «Il governo dimostri nei fatti di conoscere la parola dignità perché il Def non lo dimostra e il reddito di cittadinanza è ancora un provvedimento molto fumoso».

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Il segretario provinciale della Cgil ha sottolineato l’importanza di aprire «una nuova stagione di contrattazione nazionale per generare lavoro di qualità e inclusivo, riconquistare un confronto su sicurezza e organizzazione del lavoro». Un nuovo modello di sviluppo in cui il «welfare aziendale non sia sostitutivo del salario».  In prima fila nella Sala Napoleonica delle Ville Ponti c’erano i colleghi di Uil e Cisl con i quali  Colombo auspica di «costruire nuove alleanze».

Sulla situazione varesina ci sono parziali schiarite. C’è un tasso di disoccupazione generale in flessione anche se a preoccupare il numero uno della Camera del Lavoro è l’occupazione giovanile ancora a livelli troppo bassi. «Un giovane su quattro – ha concluso Colombo – è senza lavoro. È dunque urgente un piano di misure di politica economica in grado di rilanciare gli investimenti e un piano di sviluppo basato sulla piena e buona occupazione. Dobbiamo avere più coraggio, serve uno scatto d’orgoglio per rilanciare l’industria varesina».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2018
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