Sulla nuova mensa la lista Galimberti vota contro la sua giunta

Per la trasformazione dei servizi mensa da appalto in concessione, la lista Galimberti vota contro la sua giunta, rappresentata da Rossella Dimaggio.L a proposta prevede la realizzazione, a carico del concessionario , di una nuova mensa in via Monte santo

Bambini assaggiatori alla mensa di Varese

A pochi mesi dalla scadenza dell’appalto per le mense scolastiche di Varese, la questione è andata in commissione bilancio con una grande novità, espressa dall’assessore Rossella Dimaggio: la trasformazione dell’appalto dei servizi in una concessione a lungo termine, in cambio della realizzazione di una nuova mensa.

Una proposta accolta in modo contrastante dai commissari:  e quello che più stupisce non sono le contrarietà della minoranza, quanto quelle del rappresentante della lista che ha sostenuto il sindaco attuale alle ultime amministrative.

UNA NUOVA MENSA, PAGATA DAL CONCESSIONARIO

Il servizio di mensa scolastica, che serve nidi, scuole dell’infanzia, primarie e tre scuole medie, oltre agli insegnanti e alcuni anziani del centro diurno, raggiunge circa 3000 utenti ed è realizzato nelle due mense dell’istituto Anna Frank e della scuola Parini: «Entrambe strutture obsolete, che hanno bisogno di ammodernamento – Ha spiegato l’assessore Rossella Dimaggio, che ha presentato ai membri della commissione la relazione – C’è quindi necessità di rendere il servizio più razionale, e per questo si propone, in modo da renderlo il più efficiente possibile, un modello di affidamento in concessione. Il concessionario della gara dovrebbe perciò farsi carico oltre che del servizio dei pasti, anche della costruzione del centro cottura». Un centro per il quale è già stato individuato un luogo: un fabbricato in via Monte Santo, «così da evitare la promiscuità con le scuole, che le mense attualmente hanno».

I PRIMI NUMERI DELL’OPERAZIONE

Attualmente il costo a bilancio del servizio è di 2 milioni e 300mila euro all’anno. Il costo della costruzione del centro cottura è stimato in 2milioni 800mila euro, e il costo fissato per alunno è di 5 o 5,5 euro a pasto: secondo la proposta dell’assessore con la concessione, che dovrebbe avere una durata tra i 9 e i 12 anni, il concessionario si accollerebbe il costo del centro cottura, che poi resterebbe di proprietà del comune, acquisendo poi direttamente i proventi delle rette.

«Per gli utenti i costi resterebbero uguali – sottolinea Dimaggio – Il comune si impegna a pagare l’eventuale costo in più richiesto in produzione dal concessionario, che sarà comunque obbligato a mantenere gli standard che il Comune fissa. Un gap che l’amministrazione ha ipotizzato in circa 520mila euro. A carico del comune resterebbero poi i costi delle rette dei pasti degli insegnanti, di quelle degli anziani e quelle dei bimbi degli asili nido, già comprese nella retta complessiva».

DI TROIA (LISTA GALIMBERTI) VOTA CONTRO, INSIEME ALLE OPPOSIZIONI

La proposta ha fatto discutere a lungo i commissari presenti: ma soprattutto ha visto le perplessità, espresse in una lunga fila di domande, del rappresentante in commissione della Lista Galimberti, quella che ha appoggiato l’attuale sindaco alle ultime elezioni: Agostino de Troia. Con lui, hanno espresso perplessità anche i commissari Marco Pinti (Lega) Gaetano Iannini (gruppo misto) e Simone Longhini (Forza Italia), ma le sue – che entravano nei dettagli del progetto illustrato, ancora in fase di bozza – sono state le più incalzanti. Diverso l’atteggiamento della rappresentante di Progetto Concittadino (senza diritto di voto, in quanto delegata dal consigliere La Forgia), Marina Protasoni, che si è limitata a cercare ragguagli e riportare la conversazione al punto della serata: votare la proposta dell’assessore, chiedendo solo conferma del mantenimento dei parametri comunali  – standard di qualità del cibo e attenzione ai bambini in caso di insolvenza – all’assessore.

Al momento della votazione, a esprimersi a favore è stato alla fine il solo commissario del Pd, Alessandro Pepe mentre hanno votato contro, oltre a De Troia, anche Gaetano Iannini, Marco Pinti, Simone Longhini.

La proposta è passata, alla fine, grazie alle assenze, che hanno abbassato il quorum dei votanti: quelle di Luca Boldetti e di Stefano Malerba, che rappresentano insieme 5 consiglieri, e hanno permesso a Pepe, che ne rappresenta 14, di prevalere su Iannini (1) Pinti (4) e Longhini (3).

Ora il verdetto di questa proposta passa al prossimo consiglio Comunale, che ne vedrà la discussione in aula.

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Novembre 2018
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