Ristorni frontalieri: «Perché i soldi si fermano in Comunità Montana?»

Dopo la “pioggia di fondi” il sindaco di un piccolo comune scrive a Fontana: «Si cambi la legge». La risposta di Comunità Montana

Avarie

«Caro Fontana sono il sindaco di un paese di 870 abitanti: che fine hanno fatto i nostri ristorni dei frontalieri?».

Se molti sindaci si fregano le mani per la notizia della pioggia di soldi dovuti ai comuni di confine per la presenza di frontalieri, i colleghi dei comuni con pochi lavoratori in funzione della popolazione ridono a denti stretti. Anzi, alcuni, come quello di Orino, in Valcuvia, si lamentano.

200 MILA EURO – Il perché lo spiega Cesare Moia, alla guida della sua comunità, che ha messo nero su bianco i conti di quanto avrebbe dovuto incamerare dal 2009 ad oggi per avere fondi da spendere direttamente sul territorio, e per la sua gente: 205 mila euro, circa 20 mila euro l’anno.

Il punto sta nel fatto che per i Comuni con una percentuale di lavoratori frontalieri minore al 4% della popolazione, i soldi non arrivano direttamente nella casse del comune ma si fermano in quelle di Comunità Montana.

«Dopo varie richieste sono riuscito a realizzare coi ristorni dei frontalieri un marciapiede sulla strada provinciale 39 per un importo di 50 mila euro a cui ho dovuto contribuire per 5 mila euro per accedere al finanziamento del bando emesso da Comunità Montana» – scrive Moia al presidente della Regione.

LA DOMANDA A FONTANA – «I comuni che ricevono direttamente queste somme possono utilizzarle per gli interventi che ritengono prioritari e in fase di assestamento di bilancio possono utilizzarle nei vari capitoli di spesa, io non riesco a sistemare le strade e i miei soldi vengono utilizzati nei comuni ricchi: le sembra giusto?» chiede il primo cittadino ad Attilio Fontana.

Il sindaco ammette di essere in grave difficoltà nel riuscire a garantire i servizi ai cittadini e chiede di modificare l’attuale normativa per poter contare su fondi, magari pochi, ma in grado di dare una boccata d’ossigeno alle casse comunali.

Moia fa inoltre presente che questo problema riguarda diversi altri comuni nel comprensorio della Valcuvia, almeno una dozzina di centri che versano nelle medesime condizioni della piccola Orino.

LA RISPOSTA DI COMUNITA’ MONTANA – La questione è conosciuta dai vertici di Comunità Montana (in questo caso l’ente è le “Valli del Verbano” che comprende Valcuvia e Luinese).

«Sono a conoscenza del problema e ho parlato col sindaco Moia garantendo che avremmo ripreso in mano la questione – spiega il presidente Francesco Paglia. È una questione che dobbiamo affrontare: sono qui da 60 giorni, presto lo faremo. E aggiungo anche altro: nel prossimo Dup (il documento unico di programmazione pluriennale, il vero “atto politico” degli enti ndr) metteremo a disposizione dei fondi per sopperire al 20% dei finanziamenti a cui i Comuni possono accedere per rientrare nei bandi per le opere pubbliche: spesso anche il solo anticipo per un piccolo ente rappresenta un problema. Vogliamo andare verso questa direzione»

RISTORNI FRONTALIERI
Sono parte dei contributi versati dai lavoratori stranieri (italiani) in Svizzera che vengono versati alle autorità italiane a titolo di compensazione.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2018
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